Presentata in Consiglio Comunale la mozione sulla promozione all'educazione all'affettività e sessualità

Nella seduta del Consiglio Comunale del 27 novembre 2025 il gruppo Apriti Budrio ha presentato la mozione con oggetto la promozione all'educazione all'affettività e sessualità.

Come gruppo di centro-sinistra reputiamo fondamentale la scelta politica di trattare temi nazionali con attenzione locale, specialmente se di primaria importanza come questo.

Di seguito il testo della mozione.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUDRIO

Premesso che

Il Parlamento sta discutendo il DDL Valditara sul consenso informato obbligatorio che in sostanza prevede l’obbligo del consenso dei genitori degli alunni prima di poter proporre attività in classe che riguardano i temi della sessualità ed affettività,

Considerato che

l’indagine di Fondazione Libellula “Survey Teen 2024” evidenzia i seguenti dati:

  • 1 giovane su 5 non riconosce le forme di abuso nelle relazioni sentimentali;
  • il 46,2% dei giovani maschi italiani pensa che la lotta per la parità di genere sia discriminatoria verso gli uomini;
  • il 43% delle giovani donne ha subito e subisce regolarmente molestie verbali sul proprio corpo;
  • il 39% degli adolescenti ritiene che controllare il cellulare del partner non sia una forma di violenza e il 26% che non lo sia nemmeno controllare gli abiti del partner
  • il 15% degli adolescenti pensa che baciare qualcuno senza consenso non sia violenza;
  • 1 adolescente su 3 ha subito violenza

L’Ordine degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Veneto, in una nota congiunta, hanno espresso profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti dalle limitazioni previste nel DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, ricordando come: la costruzione dell’identità di genere e la consapevolezza del proprio corpo si sviluppano infatti già nei primi anni di vita, attraverso esperienze di socializzazione, linguaggio, gioco e interazione con il contesto familiare e scolastico. Un’educazione sessuo-affettiva adeguata all’età contribuisce a promuovere comportamenti relazionali sani, a prevenire fenomeni di bullismo, violenza di genere e uso distorto dei media digitali, e a rafforzare le competenze emotive e sociali di bambini e adolescenti. Intervenire precocemente su tali dinamiche permette di agire in modo preventivo ed efficace sull’insorgenza di nuclei relazionali disfunzionali, prima che si trasformino in veri e propri atti di prevaricazione e maltrattamento.

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che un’educazione sessuale completa è essenziale per preparare i giovani a una vita sicura e appagante in un mondo in cui infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate, violenza di genere e disuguaglianza di genere continuano a rappresentare gravi rischi per il loro benessere e che si riconosce sempre più l’importanza di fornire ai giovani le conoscenze e le competenze che consentiranno loro di fare scelte di vita responsabili, soprattutto in un mondo in cui sono sempre più esposti a contenuti sessualmente espliciti online e su altri media.

Anche per queste ragioni il Comune di Budrio è da anni promotore di iniziative rivolte alle scuole di ogni ordine e grado e in particolare per il corrente anno scolastico 2025/2026 ha promosso e sostenuto per le  classi Terze della scuola secondaria di I grado il progetto W L’AMORE  un percorso di educazione all’affettività e alla sessualità rivolto ai preadolescenti e adolescenti , che mira a promuovere una visione consapevole e sicura di sé e delle relazioni interpersonali in collaborazione con il Servizio Sanitario

Ricordato che

Il 12 Novembre in Commissione Giustizia in Parlamento si è arrivati ad approvare all’unanimità un emendamento al disegno di legge per la modifica articolo 609bis del codice penale in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso e che detto emendamento è stato approvato alla Camera con l’unanimità. Questo emendamento afferma che “chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali ad un’altra persona senza il consenso libero ed attuale di quest’ultima è punito da sei a dodici anni” … anche “abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto”

L’approvazione unanime di questo emendamento segna un ulteriore passo verso il contrasto reale alla violenza di genere.

Il Consiglio Comunale di Budrio

  • Esprime soddisfazione per l’accordo unanime in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso;
  • Riconosce il valore dell’educazione affettiva e sessuale come componente fondamentale della formazione delle giovani generazioni, e ne auspica il rafforzamento e riafferma il proprio impegno per una cultura della parità, della non discriminazione e del rispetto reciproco, attraverso politiche attive, strumenti normativi locali e iniziative educative;

Invita la Sindaca e la Giunta

  • a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché vengano tutelati e rafforzati i percorsi educativi sull’affettività e la sessualità nelle scuole, di ogni ordine e grado superando l’obbligo del consenso informato come invece è previsto dal DDL Valditara, anche attraverso il coinvolgimento dei Centri Antiviolenza;
  • a proseguire e rafforzare le politiche comunali di contrasto alla violenza di genere, alla discriminazione e agli stereotipi, valorizzando la collaborazione con le scuole, le associazioni del territorio e le istituzioni regionali;
  • a promuovere, anche in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, campagne di comunicazione e formazione rivolte alla cittadinanza, alle scuole e ai media, per diffondere una cultura della parità e del rispetto.


Mozione per il cessate il fuoco e il riconoscimento dello stato della Palestina

Nel Consiglio Comunale del 30 settembre 2025 il gruppo Apriti Budrio ha presentato una mozione per il cessate il fuoco a Gaza e Cisgiordania e per il riconoscimento dello stato della Palestina.

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Strage 2 agosto - Il testo presentato in Consiglio Comunale

consiglio comunale

In occasione del 45esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del prossimo 2 agosto, la Consigliera e Storica Cinzia Venturoli ha presentato questo testo in Consiglio Comunale

Il 2 agosto ricorre il 45esimo anniversario della strage avvenuta alla stazione di Bologna: il più grave atto terroristico avvenuto in Italia dal secondo dopoguerra che ha provocato ottantacinque morti e oltre 216 feriti.

Erano persone come tante, erano come noi.

Il 19 Gennaio 1987 iniziò il primo lungo e tormentato processo: la prima sentenza che fu resa nota l’undici luglio 1988 individuava esecutori materiali ed emanava condanne per calunnia aggravata dalla finalità di eversione, ovvero depistaggio, una sentenza che fu emessa dopo duecentocinque udienze, diciotto giorni di camera di Consiglio. Le prime condanne definitive per l’esecuzione della strage, banda armata e depistaggio avvennero nel novembre 1995 con il pronunciamento della Cassazione a Sezioni unite.

Come per i procedimenti relativi ad altre stragi italiane, anche quello per la strage della stazione di Bologna ha conosciuto un cammino tormentato, caratterizzato da depistaggi, ne sono stati contati oltre 17, ed ostacoli di ogni genere, da difficoltà legate all’inadeguatezza degli strumenti a disposizione delle autorità, dalla complessità delle prove raccolte, dalle lungaggini. 12 sono state le sentenze pronunciate sui responsabili della strage fino agli anni ’90, sentenze che sono salite a 17: migliaia di pagine, chilometri di documenti processuali fondamentali per fare chiarezza sull’attentato più efferato dell’Italia repubblicana.

Le prime condanne definitive, nel 1995 e poi nel 2007, lasciavano intravedere come il numero delle persone coinvolte nell’organizzazione dell’atto terroristico fosse davvero rilevante.

L’Associazione dei famigliari delle vittime in tutti questi anni ha continuato a chiedere che si approfondisse e si ampliasse la verità giudiziaria, per accertare se vi fossero altri esecutori materiali e per arrivare a scoprire mandanti e finanziatori della strage.

Quest’anno, nel 45esimo anniversario, la Corte di cassazione si è nuovamente pronunciata rendendo definitive le condanne per Gilberto Cavallini, lo scorso 15 gennaio, e Paolo Bellini il primo luglio: le due sentenze definitive di quest’anno, il lavoro di indagine e le sentenze di primo e secondo grado, sono andate proprio nella direzione auspicata dai famigliari delle vittime. Sono stati infatti individuati, in qualità di mandanti-finanziatori Licio Gelli ed Umberto Ortolani, di mandante-organizzatore Federico Umberto D’Amato e di mero coadiutore nell’organizzare Mario Tedeschi, non più processabili e condannabili in quanto deceduti oltre a Cavallini e Bellini condannati per la strage.

Si è chiaramente messo in luce che nell’organizzazione della strage fu coinvolta una galassia di organizzazioni dell’eversione di estrema destra che avevano una comune strategia operativa e unità di intenti e si è rilevato che vi fu un livello organizzativo estremamente più sofisticato ed evoluto, composto da poteri quali la loggia P2 e da esponenti dei servizi segreti civili e militari.

La strage, secondo la corte di cassazione fu il risultato di una scelta “che aveva conosciuto già il disinteresse verso la vita altrui”.

La strage fu una strage politica la cui finalità era quella di destabilizzare l’opinione pubblica attraverso un eccidio indiscriminato e casuale, creando paura, insicurezza, terrore e sfiducia nelle istituzioni, tentando di allontanare i cittadini e le cittadine dall’impegno politico, così da limitare, violare, minare la struttura democratica del nostro paese aprendo la strada ad una svolta autoritaria, lontana dai dettatami costituzionali.

Quel due agosto i cittadini e le cittadine reagirono e hanno continuato a farlo anche a fianco dell’Associazione dei famigliari e delle istituzioni locali chiedendo, anno dopo anno, verità, giustizia, memoria, conoscenza.

Richieste attuali e necessarie oggi come ieri.


Aggiornamento dello schema di programma triennale delle opere pubbliche

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Nel Consiglio Comunale è stato presentato l’aggiornamento dello schema di programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027, un documento fondamentale per la pianificazione delle opere pubbliche di un Ente Locale.

Tra le opere più rilevanti troviamo interventi necessari e fondamentali per la comunità, vediamoli nel dettaglio.

Ponte di Vigorso

Un’opera indispensabile per il territorio, i lavori verranno effettuati in due tranches, prima la demolizione poi la costruzione del nuovo ponte.

Totale intervento € 9.753.424, importo interamente finanziato dalla struttura commissariale

Palamezzolara

Interventi di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale e adeguamento dell’intero complesso alle normative antincendio.

Totale intervento € 700.000

Nuova Palestra comunale

In fase conclusiva la realizzazione della nuova struttura, verranno poi effettuati potenziamneti finalizzati all’ottenimento dell’omologazione CONI aprendo così la strada allo svolgimento di competizioni ufficiali e attività agonistiche.

Totale intervento € 1.160.000

Parco urbano di Mezzolara

Verrà creato un grande parco urbano nel centro di Mezzolara, nell’ampia area verde adiacente a Piazza Baldini. Verranno attrezzate aree gioco, per il relax e per lo sport.

Totale intervento € 209.894, importo interamente finanziato dalla convenzione con SNAM


La storia progettuale della nuova Palestra Comunale di Budrio

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Nella seduta del consiglio comunale si è parlato della scelta di intervenire ulteriormente per potenziare la nuova palestra per omologarla Coni.

Facciamo qualche passo indietro e vediamo come si è arrivati alla scelta finale di omologarla CONI.

L’idea di dotare la scuola secondaria di primo grado “Quirico Filopanti” di una nuova palestra scolastica rappresenta infatti un obiettivo ricorrente nella programmazione infrastrutturale del Comune di Budrio, in risposta a esigenze funzionali, didattiche e sportive che si sono consolidate nel tempo.

Già partire dal 2009, l’Amministrazione ha elaborato e aggiornato più volte un progetto di nuova costruzione, sempre con l’intento di rispondere sia alla domanda scolastica sia al crescente fabbisogno dello sport giovanile e associativo.

La proposta attualmente in fase di conclusione rappresenta quindi l’esito concreto di un percorso progettuale e amministrativo lungo oltre 15 anni, che ha visto il ripetersi di tentativi di candidatura a varie fonti di finanziamento e l’evoluzione del progetto in termini prestazionali e architettonici.

Il progetto originario (2009)

Con deliberazione della Giunta Comunale n. 43 del 2009, è stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione di una nuova palestra scolastica a servizio della scuola media “Q. Filopanti”.
La decisione nasceva da una duplice constatazione:

  • l’inadeguatezza del polo sportivo di Piazzale della Gioventù, già utilizzato sia dalla scuola sia dalle società sportive locali;
  • l’incremento delle utenze, che rendeva insufficiente la dotazione esistente.

Il progetto prevedeva la costruzione della nuova palestra in adiacenza al plesso scolastico esistente, con un collegamento diretto fra i due edifici, e già concepita per essere omologata secondo gli standard del CONI, al fine di garantirne l’uso anche in ambito extrascolastico.
L’importo complessivo dell’intervento era pari a 2.000.000 € (1.700.000 € per lavori, 300.000 € per somme a disposizione).

L’aggiornamento progettuale e la candidatura al Piano triennale (2018)

Nel 2018, con deliberazione della Giunta Comunale n. 57 del 31 maggio, l’Amministrazione ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), riproponendo l’intervento del 2009 con aggiornamento dei costi.
Il progetto è stato candidato al Piano triennale dell’edilizia scolastica 2018–2020.
L’importo complessivo è stato aggiornato a 2.250.000 €, di cui 1.850.000 € per lavori e 396.000 € per somme a disposizione della stazione appaltante.

La proposta nell’ambito della rigenerazione urbana (2021)

Nel 2021 il Comune ha candidato il medesimo intervento al bando di rigenerazione urbana previsto dal DPCM 21 gennaio 2021, con il titolo:

“Riqualificazione aree dismesse campi da tennis e potenziamento impianti sportivi indoor”

L’area prescelta, situata a Piazzale della Gioventù, insisteva su un’area già a vocazione sportiva, a ridosso delle scuole e attrezzata con impianti in parte obsoleti.

Il progetto prevedeva la demolizione delle tensostrutture dei vecchi campi da tennis e la realizzazione di un nuovo edificio polifunzionale, integrato col contesto scolastico ed extra-scolastico, idoneo anche per manifestazioni sportive con pubblico.
L’impianto era esplicitamente previsto per essere omologabile CONI, riprendendo e sviluppando quanto già definito nel progetto originario del 2009.
L’importo complessivo dell’intervento era pari a 2.400.000 €, di cui 1.922.000 € per lavori e 478.000 € per somme a disposizione.

Il progetto attuale (2023–2025)

Grazie all’opportunità offerta dal PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1 “Rigenerazione Urbana”, l’Amministrazione ha potuto dare finalmente attuazione concreta all’intervento, articolandolo in due lotti funzionali:

  • Primo intervento – Realizzazione nuova palestra scolastica (in corso di conclusione)
    • Titolo: “Recupero area dismessa con demolizione tensostrutture fatiscenti e realizzazione nuovo impianto sportivo”
    • Importo complessivo: 2.640.000 € (2.050.000 € per lavori, 590.000 € per somme a disposizione)
    • Finalità: dotare il plesso scolastico di una nuova struttura sportiva moderna, sicura e integrata col contesto educativo e associativo.
  • Secondo intervento – Potenziamento e omologazione CONI della nuova palestra
    • Importo complessivo: 1.160.000 € (721.000 € per lavori, 439.000 € per somme a disposizione)
    • Finalità: adeguare l’impianto ai requisiti previsti per l’omologazione sportiva federale e garantirne la fruizione anche per attività agonistiche ufficiali.

La concretizzazione di un’esigenza storica

In conclusione la nuova palestra scolastica in fase di ultimazione non è un’opera estemporanea, ma rappresenta la concretizzazione di un’esigenza storica dell’Amministrazione comunale, più volte riproposta e aggiornata negli anni.

Il progetto approvato nel 2021, pur coerente sotto il profilo funzionale e urbanistico, si è rivelato sottostimato nei costi complessivi, in particolare per quanto riguarda:

  • l’importo dei lavori, che non teneva conto pienamente dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi delle materie prime;
  • le somme a disposizione della stazione appaltante, che non erano state adeguatamente aggiornate in base ai nuovi obblighi normativi, tra cui l’introduzione dell’equo compenso professionale per i servizi tecnici.

Grazie all’adeguamento delle stime economiche e alla possibilità di articolare l’intervento in due lotti funzionali, è stato possibile realizzare un impianto moderno, polifunzionale e pienamente conforme agli standard sportivi, restituendo al territorio un’infrastruttura attesa da anni e fondamentale per la scuola e la comunità.


Magazzino Sementi e bando periferie: il punto

Nel Consiglio Comunale di fine maggio abbiamo affrontato un tema che ha radici profonde nel tempo e che riguarda la rimodulazione del finanziamento del Bando Periferie: questo ci permette di non perdere un finanziamento ministeriale e, al allo stesso tempo, restituire valore a un’area strategica del nostro territorio.Partiamo da un dato fondamentale: la situazione del magazzino delle sementi è una eredità complessa, che questa amministrazione si è trovata ad affrontare in un contesto già molto compromesso. L’opera, infatti, era arrivata a un punto critico: da un lato, diverse varianti progettuali richieste in passato, dall’altro un rapporto fortemente deteriorato con la ditta esecutrice, al punto da sfiorare un precontenzioso legato a richieste economiche non supportate da atti progettuali. A fronte di questa situazione delicata e potenzialmente dannosa per l’ente, abbiamo quindi fatto una scelta responsabile e pragmatica, chiudendo l'intervento in modo efficace: sarà infatti completata la parte esterna del magazzino  (rampa, scalinata, parapetti, vasche biologiche)  con un investimento mirato e sarà così portata a termine un'opera finanziata dal Ministero, che altrimenti sarebbe rimasta incompleta. Chiudere quel cantiere è doveroso. Un passo indietro Da diversi anni il Magazzino delle sementi è oggetto di un processo di riqualificazione che interessa l’intera area, grazie ad un finanziamento di 6 milioni ottenuti dal Governo attraverso il bando periferie, di cui 3,5 destinati alla struttura e 2,5 destinati agli interventi sull’area adiacente alla stazione ferroviaria di Budrio. I lavori, affidati nel 2018, hanno subito nel tempo varie battute d’arresto.Successivamente l’Amministrazione Comunale si è quindi adoperata per trovare una soluzione finalizzata a valorizzare la struttura e l’area circostante e ha formalmente richiesto al Ministero l'autorizzazione a destinare le economie complessive derivanti dall'appalto a tre obiettivi prioritari:

  • completare le finiture esterne del Magazzino, compresi pavimentazione, sottoservizi, rampe e parapetti, rimuovendo poi gli elementi di cantiere (700.000€)
  • installazione dell’illuminazione pubblica nella pista ciclo-pedonale già realizzata con le apposite predisposizioni (200.000€)
  • attrezzare e valorizzare l'area verde antistante la stazione ferroviaria, con l'obiettivo di renderla uno spazio maggiormente attrattivo e fruibile, in particolare per i giovani (300.000€).

In particolare l’area verde del parco antistante la stazione ferroviaria, punto molto frequentato dai giovani budriesi, vedrà un importante restyling che comprenderà anche la realizzazione di uno skate park.

La variante – che ha importo totale di 1,2 milioni - è stata approvata dal Ministero dell’Interno. I lavori, in linea con il finanziamento, verranno eseguiti entro la primavera del 2026.

Perché non si è completato l’interno del magazzino? Il costo non sarebbe sostenibile. E questa è una scelta non solo tecnica, ma anche politica, dettata dal principio di responsabilità verso le risorse pubbliche. Con le sole risorse disponibili, abbiamo quindi rimodulato l’intervento rimanendo sempre all’interno dello stesso quadro di finanziamento (questa è la modifica che è stata votata in Consiglio Comunale a maggio 2025):

  1. chiudere il cantiere in modo dignitoso e funzionale, completando le opere esterne del magazzino;
  2. potenziamento della pista ciclabile di via Rabuina, dotandola finalmente di illuminazione. Perché , nonostante il trasferimento dell’Inail, stiamo parlando di una pista ciclabile che porta ad una frazione viva e abitata: meglio una ciclabile illuminata che nulla, come era prima;
  3. rigenerazione dell’area verde del parco Gyula, con la realizzazione di uno skatepark : una richiesta che arriva da molti ragazzi e genitori, e che da anni viene portata avanti da cittadini promotori di queste attività. é una proposta nata anche grazie ad esempi molto vicini a noi, come quello di Molinella, oggi molto apprezzato e frequentato. E oggi, a differenza del passato, lo skateboarding è uno sport olimpico: significa dare un'opportunità in più ai giovani, in un'area pubblica vicina a due scuole superiori.

Questa rimodulazione non è un ripiego. È una scelta consapevole e lungimirante:

  • Significa salvare 1,2 milioni di euro che altrimenti sarebbero andati persi;
  • Significa chiudere un capitolo difficile, garantendo un’opera pubblica funzionale e non lasciata a metà;
  • Significa restituire valore al territorio, ascoltando le richieste dei cittadini e migliorando spazi di vita e di relazione.

 Chiudiamo una cosa semplice: 1,2 milioni di euro non si potevano prendere e spostare dove ci pareva. Non si possono asfaltare strade o sistemare argini con fondi vincolati a un bando preciso. Abbiamo scelto di usarli dove potevamo, e dove potevano davvero fare la differenza. Perché perdere quei soldi sarebbe stata una vera irresponsabilità. In merito alle recenti dichiarazioni sull’andamento dei lavori di ristrutturazione dell’ex Magazzino Sementi e alla presunta assenza di una destinazione d’uso definita dell’edificio alla fine del mandato dell’amministrazione precedente, si ritiene necessario precisare quanto segue:Con determinazione n. 354/2021 del 01/07/2021 è stata approvata la variante contrattuale n. 3, ai sensi dell’art. 106, comma 1, lett. c) del D. Lgs. 50/2016. Tale variante, dal valore di € 133.503,74 IVA inclusa, ha comportato una razionalizzazione della conformazione planimetrica e impiantistica dell’edificio, incidendo direttamente sulla destinazione d’uso dei vari piani.In particolare, è stato eliminato lo studentato previsto al secondo piano, sostituito da un unico grande open space ad uso polivalente per attività interdisciplinari. Le nuove destinazioni d’uso approvate con la variante risultano così articolate:

  • Piano seminterrato: depositi
  • Piano terra: un ristorante e due negozi
  • Piano primo e secondo: area polivalente
  • Piano terzo: spazi musicali aperti al pubblico
  • Sottotetto: vano tecnico

Alla luce di ciò, non risponde al vero che alla fine del mandato del sindaco uscente l’edificio fosse privo di una destinazione d’uso. Al contrario, essa era già stata chiaramente definita con atti amministrativi formali.

Nel corso del 2022 si è registrato un forte rallentamento delle lavorazioni, attestato dall’emissione di un solo SAL per un importo di € 173.385,47, a causa dell’impennata dei costi dei materiali e della necessità di applicare compensazioni economiche; è stato accertato che i lavori risultavano sospesi dal 21 giugno 2022.Pertanto, all’insediamento della nuova amministrazione la situazione ereditata presentava un cantiere di fatto fermo, con tutti gli impianti (elettrici, meccanici e fognari) già esclusi a monte, in quanto stralciati nella suddetta variante del 2021.

Alla luce di questi fatti documentati, è evidente che la scelta di rimandare la realizzazione degli impianti costituisce una conseguenza diretta delle decisioni prese nella variante n. 3 approvata nel 2021, sotto la giunta precedente.

Crediamo così di aver rimesso in fila i temi che riguardano questo finanziamento e la formalità dei percorsi e delle responsabilità. 


Un nuovo regolamento per la videosorveglianza di Budrio

Nel Consiglio Comunale di fine maggio è stato votato all’unanimità il nuovo Regolamento per la disciplina del sistema di videosorveglianza territoriale comunale, al fine di aggiornare alla nuova disciplina delle procedure del trattamento dati quello attualmente in vigore, ormai vetusto, datato 2011.

Dal 2011 è stata acquisita nuova strumentazione e si è ritenuto necessario procedere ad un aggiornamento ed una implementazione delle disposizioni di utilizzo, da parte degli operatori e dei preposti, in merito al trattamento dei dati e della privacy al fine di adempiere alle istruzioni impartite dalla normativa vigente. Attualmente sono in uso, sul territorio comunale:

  • 6 telecamere per l’accertamento del transito con semaforo rosso (n. 2 telecamere all’intersezione Via San Vitale/via Croce di Prunaro, 4 telecamere all’intersezione Via Edera/Partengo/Amorini Sant’Antonio);
  • 1 telecamera per l’accertamento del transito dei veicoli su corsia bus in via Marana a Maddalena di Cazzano.
  • 5 telecamere per l’accertamento dell’errato conferimento dei rifiuti c/o le Isole Ecologiche di Base. Queste telecamere potranno essere spostate. Attualmente sono posizionate in via Bianchi, via Armarolo, via Bagnarola (fronte scuola materna), Via Dugliolo (parcheggio ex ristorante), via Coli nei pressi della Chiesa;
  • 12 telecamere per il controllo territoriale, posizionate nei pressi del Pala Marani, del Piazzale della Gioventù e scuole medie/elementari.

Sono inoltre presenti 20 telecamere Watchdog, per l’accertamento dei transiti di veicoli non assicurati, non revisionati, rubati. Queste telecamere sono posizionate sia nel capoluogo che nelle frazioni.

A questo si aggiunge la preziosa collaborazione con le forze dell’ordine del territorio, Carabinieri e il protocollo attivato con la Questura per l’accesso ai dati delle telecamere del nostro territorio.

Queste le parole della Sindaca Badiali:

Si prevede, nei prossimi anni, così come già avvenuto nei primi anni di mandato, di potenziare ulteriormente la dotazione di telecamere di videosorveglianza sul territorio comunale. L’obiettivo è quello di garantire un controllo sempre più capillare e tempestivo, a supporto delle forze dell’ordine e della Polizia Locale, al fine di prevenire comportamenti illeciti e aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini. Questi interventi si inseriscono in una più ampia strategia di tutela della sicurezza urbana, che coniuga strumenti tecnologici avanzati e una gestione attiva del presidio del territorio.


Approvato in Consiglio Comunale il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche

consiglio comunale

Aprile 30, 2025| consiglio comunale|By REDAZIONE

In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere le abituali attività quotidiane. A queste si aggiungono altri 10 milioni di italiani che hanno limitazioni “non gravi” nelle attività svolte abitualmente.

Il Consiglio comunale di Budrio ha approvato nella seduta di ieri, martedì 29 aprile, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).

La proposta è stata approvata all’unanimità.

Il Comune di Budrio ha vinto nel novembre 2023 il bando della Regione Emilia-Romagna per la Progettazione di piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), aggiudicandosi un finanziamento pari a €36.065,77, e con una quota di co-finanziamento da parte dell’Ente pari ad € 18.032,88, risorse cha hanno consentito l’avvio di un percorso partecipato per la redazione del piano.

Fino al 19 maggio 2024 i cittadini hanno potuto compilare un questionario online e presso l’URP del Comune di Budrio, per segnalare la presenza di barriere architettoniche sul territorio e fare così una mappatura delle criticità.

Budrio è un paese attento alle famiglie e alle fragilità ed è anche il paese della protesica.

Le nostre città, purtroppo, non nascono e a lungo non sono state progettate per essere accessibili. Con il PEBA ci poniamo l’obiettivo di abbattere tutte le barriere architettoniche degli edifici pubblici, delle aree verdi, delle strade più frequentate di Budrio.

Con questa scelta politica ed operativa fondamentale ci si è assunti l’impegno per qualsiasi intervento, disposizione o direttiva, l’obiettivo di fornire prima di tutto l’autonomia dell’individuo e quindi intervenire sull’ambiente costruito individuando errori, criticità e soluzioni.

Il PEBA è un documento che permette la progettazione degli interventi su edifici e spazi pubblici per qualificare le condizioni di accessibilità degli edifici e dei luoghi urbani ed extraurbani da parte di coloro che li abitano senza distinzione di genere, età, stato di salute, cultura, etnia, ceto e classe d’appartenenza.

Si mira quindi a creare ambienti in cui tutte le persone possano muoversi (fruire di spazi, attrezzature, servizi, informazioni) ed agire socialmente con la maggiore autonomia possibile, tenendo conto anche dell’evoluzione sociale, sanitaria e demografica della popolazione che permettono di impiegare uno stesso spazio senza ricorrere a dotazioni specifiche per qualcuno.

Occorre poi sottolineare come le azioni finalizzate all’adeguamento parziale, con interventi “a macchia di leopardo”, solitamente messi in atto in caso di emergenza, comportano quasi sempre costi maggiori e minori benefici: l’esperienza in materia ha infatti dimostrato che solo interventi predeterminati da un progetto specifico, unitario e globale possono garantire un buon rapporto costi/benefici per tutta la comunità.

Queste le parole della Sindaca Badiali:

L’adozione di questo Piano è un traguardo importante per la nostra comunità, per la prima volta a Budrio si realizza la mappatura delle barriere presenti sul territorio, sono previsti interventi concreti per abbattere gli ostacoli e un supporto cartografico informativo per l’attuazione e il monitoraggio del Piano. Uno strumento che dovrà essere costantemente aggiornato. Non si tratta quindi di un semplice documento, ma di un impegno concreto per continuare a costruire un paese per tutti, che sappia accogliere ogni cittadino e rispondere alle sue esigenze.

Rimuovere gli ostacoli presenti in strada, nelle piazze e nei luoghi pubblici significa innanzitutto rendere gli spostamenti di tutti, dai genitori con la carrozzina ai cittadini con disabilità, molto più facili.

Gli ostacoli fisici che si incontrano nei luoghi pubblici sono innumerevoli ed interessano, in maniera più o meno sensibile, una fascia di cittadini veramente consistente. In prospettiva, questa percentuale tenderà ad aumentare con una stima, tarata al 2030, di circa un quarto della popolazione over 70 che avrà bisogni ed esigenze profondamente mutati.

Il piano è stato redatto da un tecnico esterno incaricato dall’Amministrazione comunale che ha svolto un’approfondita attività di ricognizione per arrivare a formulare proposte di intervento su ogni spazio pubblico oggetto di analisi.

Ci si è concentrati dunque sui percorsi, interni ed esterni, e su tutte quelle aree particolarmente frequentate di Budrio.

Si è tenuto conto in particolare dei servizi pubblici di primaria necessità come Municipio, Scuole, impianti sportivi, parchi, ma anche Biblioteca, Teatro. Tra gli spazi pubblici, oggetto di rilievo sono le piazze più prossime al centro cittadino, gli spazi verdi, cimiteri.

Il lavoro ha preso in considerazione 54 luoghi pubblici ed è stata posta attenzione alla presenza e all’idoneità dei parcheggi riservati per invalidi, i parcheggi rosa ,l‘accessibilità alle fermate del trasporto pubblico locale, percorsi e accessi agli edifici, presenza di dislivelli, pavimentazione, larghezze minime, ostacoli, dispositivi di orientamento per ipovedenti, sicurezza degli attraversamenti, percorsi interni agli edifici, presenza di servizi igienici rispondenti ai requisiti prescritti dalla normativa.

Sono state evidenziate le barriere, le situazioni di disagio, la mancanza di sicurezza per l’utente e allo stato attuale, dall’analisi svolta e dai dati raccolti dal questionario, sono emerse alcune criticità legate sia agli edifici (ascensori, servizi igienici, spazi interni…), che agli spazi urbani esterni (marciapiedi, rete viaria e pedonale, parcheggi).

Il censimento effettuato ha portato, dunque, alla conoscenza e all’individuazione di tutti quegli ostacoli, presenti negli edifici e negli spazi pubblici, al fine di proporre, nella fase successiva, gli interventi per una graduale eliminazione oppure per interventi di adeguamento.

Le soluzioni progettuali indicate per ogni edificio, spazio, percorso, indicano che gli interventi previsti dal PEBA, la maggior parte (il 74%) si colloca all’interno degli edifici presi in esame. Gli interventi previsti, la stima dei costi per intervento, l’individuazione delle priorità ha permesso una programmazione dei lavori suddivisa su cinque anni.

Si è adottato quindi un approccio strutturale nel lungo termine, per ottenere risultati migliori e qualificare il contesto urbano nell’ottica della socialità e delle categorie più deboli. Un’azione che rimarca la sensibilità della nostra amministrazione a questi temi delicati, davanti ai quali nessuno può e deve rimanere indifferente.


Nell'ottantesimo anniversario della Liberazione revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

Il 15 giugno 1924 nell’aula del Consiglio comunale di Budrio risuonarono queste parole:

era intendimento nostro proporre al consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria a S. E. Benito Mussolini fino dai primi giorni in cui si era insediata questa amministrazione fascista ma abbiamo ritenuto necessario attendere che tutti i Comuni della Provincia determinassero tale atto per rendere il medesimo più solenne e più degno e perché la Provincia di Bologna che conobbe e fu vessata dal dominio sovversivo potesse unanime esprimere capo del fascismo e del Governo nazionale la propria riconoscenza proclamandolo cittadino onorario di questa terra”.

Un atto deciso dai Comuni italiani retti da amministratori fascisti nel percorso che portava alla costruzione del regime fascista, atto preceduto ed accompagnato da intimidazioni e violenze avvenuti anche nel territorio di Budrio che portarono gli amministratori democraticamente eletti a non poter più svolgere il loro mandato.

Il Fascismo, come è noto, fu un regime totalitario di tipo corporativista, razzista, imperialista e violento in cui ogni libertà di parola, associazione e di pensiero fu abolita, fu un regime che scese in guerra in stretta alleanza con il regime nazista, alleanza che conservò anche dopo il 1943.

Riportiamo le parole pronunciate in Consiglio Comunale

Ora, nell’Ottantesimo anniversario della Liberazione abbiamo deciso di revocare la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini, perché simbolo di un regime totalmente incompatibile con la democrazia, con i valori espressi dalla nostra carta costituzionale del 1948 e con lo statuto del Comune di Budrio.

Crediamo che non solo sia un atto dovuto, ma pensiamo sia un atto necessario.

Sottolineando quell’azione del 1924 vogliamo ricordare e conoscere la storia del regime fascista, revocando quella cittadinanza onoraria affermiamo i valori democratici di pace, di uguaglianza, di solidarietà, di pari dignità, di libertà che contraddistinguono la nostra Repubblica, valori che ispirano le nostre azioni.

Il punto all’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità, ma si registra il comportamento condannabile del Gruppo Misto che, dopo aver annunciato la desertificazione del voto in un intervento nel quale non è stato definito prioritario questo tema, abbandona la sala.

Registrare questo comportamento, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione, nella sede della democrazia locale è a dir poco grottesco e un vero e proprio schiaffo ai valori antifascisti che dovrebbero venire custoditi e trasmessi da tutti, a maggior ragione dalle cariche politiche.


A Budrio arriva la "stoviglioteca"

Già il nome rende perfettamente l’idea della sua funzione: se in biblioteca si va per prendere in prestito un libro, in una stoviglioteca si prestano piatti, bicchieri, posate, tovaglie, insomma… stoviglie. Ma a che serve? Serve a evitare il consumo stoviglie monouso quando si vuole organizzare un compleanno, una festa o comunque un pranzo e servono parecchi coperti che normalmente in casa non si hanno.

È vero: ci sono ora anche plastiche biodegradabili o compostabili, ma il loro smaltimento ad oggi crea più confusione e complicazioni che benefici. Gli impianti, infatti, non sono ancora predisposti per trattare adeguatamente questi materiali che hanno tempi di decomposizione molto differenti rispetto al normale materiale organico. Spesso poi vengono gettati erroneamente nella plastica, andando anche a comprometterne il già difficile riciclo.

Il monouso, secondo la direttiva europea del 2022, andrebbe evitato il più possibile, e la deroga sull’utilizzo di plastica compostabile è stato un escamotage del recepimento della direttiva in Italia che ne ha ridimensionato molto la portata. Ricordiamo che quasi la metà dei rifiuti plastici che galleggiano nei nostri mari sono oggetti monouso che con la loro micro-frammentazione finiscono per disperdersi irrimediabilmente ed essere assorbiti dalle varie forme di vita marina. Alla fine, queste plastiche tornano sulle nostre tavole, questa volta non sotto forma di piatto o posata, ma contenute nel nostro cibo.

Dal 2015, un piccolo sovrapprezzo su ogni tonellata di rifiuto indifferenziato prodotto in Emilia-Romagna permette di creare un fondo di circa 5 milioni all’ anno che viene utilizzato per premiare i Comuni virtuosi e attivare progetti per la riduzione dei rifiuti. Ed è proprio tramite un progetto di questo tipo che il Comune di Budrio ha ottenuto il finanziamento per acquistare le stoviglie.

La dotazione comprende:

  • KIT CASUAL per 240 coperti totali composti da: – coperti in polipropilene (piatti, bicchieri, ciotole) – posate in acciaio (cucchiaio, forchetta, coltello, cucchiaino) – paletta per dolci – caraffa in vetro – ciotole in acciaio – contenitori ermetici per avanzi.
  • KIT CHIC per 120 coperti totali composti da: – coperti in ceramica (piatti piani, piatti fondi, piatti frutta/dolce) – posate in acciaio (cucchiaio, forchetta, coltello, cucchiaino) – calici in vetro – paletta per dolci – caraffa in vetro – ciotole in ceramica – ciotole in acciaio – contenitori ermetici per avanzi.

Il servizio di prestito sarà gratuito (è richiesto solo un contributo di 5€ per il lavaggio). La gestione della stoviglioteca sarà affidata ad una associazione tramite una manifestazione di interesse pubblica che uscirà nei prossimi giorni.

Molti Comuni in Regione hanno già avviato questo tipo di progetto: San Lazzaro, Bologna, Ferrara, Nonantola, Sassuolo, Pavullo, Ravenna, Cesena e tanti altri in tutta Italia e i risultati sono positivi in termini di monouso evitato, ma il principale effetto è quello di recuperare una cultura del riuso che nel tempo, purtroppo, si è persa.