Nel Consiglio Comunale del 28 luglio 2026, l’assessore all’ambiente Stefano Pezzi ha illustrato due punti relativi all’Approvazione Regolamento Tariffazione Corrispettiva Puntuale e la Presa d’atto PEF (piano economico finanziario) e approvazione articolazione tariffaria relativi al tema rifiuti.

Sono delibere molto tecniche e complesse, ma pensiamo sia utile in termini di informazione e trasparenza consegnare anche qui il lavoro di questi mesi.

L’intervento dell’assessore Stefano Pezzi

Prima di arrivare all’oggetto delle due proposte di delibera, vorrei provare ad inquadrarle nel loro contesto, cosa che sicuramente i Consiglieri qui presenti conoscono già, ma nel caso di un argomento così complicato è meglio sempre rinfrescare alcune informazioni. E poi ci sono i cittadini che ci ascoltano da casa che probabilmente sono più a digiuno di questi temi.

Allora, il Servizio di Gestione Rifiuti Urbani e Ambiente, SGRUA (già l’acronimo promette una certa difficoltà nella comprensione dei suoi meccanismi) è effettuato da un RTI di aziende la cui capofila è HERA. Questo RTI, come andrebbe sempre chiamato, ma so già che poi lo chiamerò soltanto HERA, ha vinto una gara quindicennale bandita e assegnata da ATERSIR, l’autorità d’ambito  dell’Emilia-Romagna che governa e regola i servizi pubblici di acqua e rifiuti per conto degli enti locali. La gara interessa un bacino di 50 Comuni di cui 47 della Città Metropolitana di Bologna, compreso il capoluogo, e 3 dell’area appenninica della regione Toscana (inclusi per motivi logistici). 1.7 G€ di base d’asta, tanto per rendere l’idea della dimensione economica.

L’appalto, assegnato a fine 2021, è iniziato nel gennaio 2022 e il suo capitolato è stato definito da ATERSIR, con il contributo dei Comuni interessati che sono stati consultati e hanno avuto modo di esprimere il loro parere nel corso degli anni precedenti, a partire già dal 2020.

La gara d’appalto puntava a risolvere una situazione di contratti bilaterali tra i singoli Comuni e il Gestore (per tutti i comuni della pianura HERA, in collina COSEA) che risultava molto disomogenea (lo stesso servizio aveva costi diversi da contratto a contratto), contratti che scadevano e venivano prorogati incontrando la censura della Corte dei conti. Nello stesso tempo, poi, la gara ci avrebbe messo in regola rispetto le indicazioni di legge nazionali e le direttive emanate da ARERA.

Sì, perché, oltre alle specifiche derivanti dal contratto di gara, ci muoviamo in un terreno regolato a livello nazionale da un’altra Autorità, ARERA (Autorità Regolazione Energia Reti Ambiente), che ha definito il cosiddetto MTR, Metodo Tariffario Rifiuti, che quadriennio per quadriennio, indica come calcolare i costi del servizio. Siamo ora nel terzo periodo regolatorio, detto MTR3, che copre il quadriennio 2026-27-29-29.

I costi del servizio sono calcolati secondo le specifiche del contratto per l’anno in corso, il 2026 sui dati di 2 anni prima, il 2024, e danno origine al cosiddetto PEF contrattuale. Per gli altri anni si utilizza il metodo MTR poiché i dati a cui si riferiscono ancora non sono completi o proprio non ci sono. ARERA vuole che si approvi un PEF quadriennale, ma ovviamente la nostra attenzione è sul 2026 che è basato su conti precisi, mentre  sugli altri anni abbiamo stime che poi andremo a rivedere nei prossimi anni.

La presenza di un contratto in questo caso ci viene in aiuto perché, ad esempio, il costo del 2026 è di 173M€ mentre con MTR sarebbe 196M€.

Regolamento TCP

Approvazione delle modifiche che sono state proposte al regolamento della Tariffazione Corrispettivo Puntuale, che riguarda solo i Comuni a TCP (ora sono 14) e che ormai è diventato un regolamento unico di bacino (fatta eccezione per un solo Comune che ancora ha delle specificità). Può avere una approvazione duplice, come recita lo stesso regolamento: da parte del Consiglio Comunale e dal Consiglio Locale ATERSIR, non importa chi approva prima o dopo, l’importante che sia entro i termini di legge (quest’anno il 31 luglio). In ATERSIR sarà approvato giovedì 30 luglio.

Principali modifiche:

  • Approvazione da parte del Consiglio Locale (e non Consiglio d’Ambito).
  • Franchigia per pannoloni e presidi medici simili: ora basta un’autocertificazione!!
  • Terminologia: “agevolazioni” oltre che riduzioni/maggiorazioni (es.: pannolini e pannoloni)
  • Terminologia: introduzione del termine “Listino tariffario” (definisce costo metro quadro, costo al litro, soglie base, categorie UND, …) al posto di “articolazione tariffaria” che ora indica l’insieme dei tre documenti: listino tariffario, montante e riduzioni/maggiorazioni/agevolazioni (il montante è il PEF a cui si sommano/sottraggono importi come eccedenze riscosse, contributo scolastico del MIUR, sconti al CdR…).
  • Si fa riferimento al “Bonus sociale” introdotto a livello nazionale e normato da ARERA
  • La composizione tariffa è contenuta all’interno dell’art. 14 e non in allegato.
  • Precisazione sull’esenzione totale per abitazioni non utilizzate (il non allacciamento è specificato meglio consentendo le utenze condominiali o la non cessazione autonoma).
  • Esenzione locali indicati dal Comune
  • Modalità di comunicazione dell’esercizio della facoltà di non avvalersi del servizio (utenze non domestiche)
  • Eliminazione di un articolo relativo a periodo transitorio di uscita dal servizio.
  • Distanza su percorso stradale da cassonetto per riduzione (non si applica a noi perché in zona rurale abbiamo il PaP).
  • Obbligo di informare il Comune delle sanzioni da parte del Gestore.
Tariffe
  • Presa d’atto dell’approvazione del PEF da parte del Consiglio d’Ambito con delibera del 10 luglio.
  • Approvazione dell’articolazione tariffaria, cioè
    • Il montante
    • il listino tariffario
    • maggiorazioni, riduzioni e agevolazioni

L’aumento del PEF è del 2.91% (quello di bacino è il 4%), calcolato sul montante (che è quello che finisce veramente in bolletta) è 1.93%

Fattori di aumento (il PEF di bacino passa da 166M€ a 173M€):

  • Inflazione (0.5M€)
  • Extra-costi (esogeni) al di là di inflazione (es.: legno)
  • Adeguamento contratti (recupero vacanza contrattuale richiesto 6.5M€ e ridotto a un +2% dopo istruttoria ATERSIR)
  • Riequilibrio spazzamenti (0.5M€)
  • Solo BUDRIO: Crediti inesigibili di quando eravamo a TIA
  • Solo BUDRIO: Crediti inesigibili per TCP (2% e x-2% passanti)
  • Solo BUDRIO: Costi telecamere
    • 2024 – noleggio apparecchiatura € 11.700,00 + € 2.574,00 IVA (+0.4%)
    • 2025 – noleggio apparecchiatura € 10.800,00 + € 2.376,00 IVA

Da quest’anno per i Comuni a TCP i costi sostenuti internamente per videosorveglianza abbandoni rifiuti possono essere inseriti nel PEF. Questa è una novità perché già 2 anni fa ATERSIR aveva dichiarato l’impossibilità totale di addebitare costi interni del Comune nel PEF e il Comune aveva dovuto togliere costi interni che erano sempre stati conteggiati nel PEF (anche nel quinquennio 2017-2022). Questi costi in effetti non erano oggettivamente giustificabili con fatture di attività relative alla gestione rifiuti, ma erano stati valutati (e approvati da ATERSIR in un momento antecedente alla gara) come frazione di tempo di diverse figure interne che venivano dedicata al supporto della gestione rifiuti e che all’avvio della TCP e del PaP era davvero importante e non coperta assolutamente dal Gestore.

  • Solo BUDRIO: progetto RICICCAMI (6k€/a)
Cose importanti da evidenziare per quest’anno:
  • PEF contrattuale e PEF MTR3: per 2027 c’è MTR3, ma ottobre ci saranno i dati. In generale il PEF. contrattuale ci sta facendo risparmiare (173 vs 197)
  • Revisione meccanismo di ripartizione: maggior equità e proporzione ai servizi realmente erogati  (inserito con capping al +1%, a noi però produce un calo)
  • Sospensione cifre richieste da Hera per ritardi trasformazione (non ci riguarda)
  • Posticipazione penali al gestore per motivi di chiarimenti contabili (sarebbero 28k€ comminati su nostra segnalazione)
  • Perequazione passaggio 1/14 fino a 2027 (stiamo posticipando per questione dati!!!)
  • Per il 2027 non ci sono ancora i dati definitivi (che sono quelli del 2025).
  • Costo della gestione “post-mortem” delle discariche: è un problema legato anche alla maggior piovosità e cambiamento climatico.
  • Corrispettivo legno non più corrisposto dal consorzio.