Nel Consiglio Comunale del 30 settembre 2025 il gruppo Apriti Budrio ha presentato una mozione per il cessate il fuoco a Gaza e Cisgiordania e per il riconoscimento dello stato della Palestina.

La Striscia di Gaza, insieme alla Cisgiordania e a Gerusalemme Est, è da oltre settant’anni al centro di un conflitto segnato da occupazioni, violenze e una profonda crisi umanitaria. La popolazione palestinese vive da decenni in condizioni di povertà diffusa e instabilità cronica, una vera apartheid, esposta a continue escalation militari e all’assenza di prospettive concrete di pace.

Dal 2012 le Nazioni Unite riconoscono Gaza come parte dello Stato di Palestina, uno status accettato da circa tre quarti dei membri dell’ONU, ma non da Israele, né da Stati Uniti e da molti paesi dell’Unione Europea.  Dopo l’atto terroristico e la terribile strage del 7 ottobre 2023, perpetrata dal gruppo di Hamas, della quale condanniamo gesto e principi, l’intera comunità internazionale ha espresso solidarietà alla popolazione israeliana e ha richiesto la liberazione delle persone rapite. Una solidarietà che abbiamo sentito nostra, così come la richiesta di liberazione delle persone sequestrate. Tuttavia, dopo quel terribile evento, la Striscia di Gaza è stata teatro, a causa dell’intervento dell’esercito israeliano, di una devastazione su larga scala, un vero e proprio genocidio. Gli attacchi israeliani hanno causato decine di migliaia di morti, in gran parte civili, tra cui moltissimi bambini. Le distruzioni hanno colpito ospedali, scuole, università, infrastrutture vitali, aggravando la crisi umanitaria con fame, sete, malattie e disperazione.

“L’utilizzo della fame come arma di guerra, proibito dal diritto internazionale dal 1977, è stato definito da convenzioni, statuti e risoluzioni come crimine di guerra”. Successivamente, nel 1998, lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (articolo 8, 2, a, xxv) dice: “affamare intenzionalmente, come metodo di guerra, i civili privandoli dei beni indispensabili alla loro sopravvivenza, compreso il fatto di impedire volontariamente l’invio dei soccorsi previsti dalle Convenzioni di Ginevra” è un crimine di guerra. Condanniamo il governo di Israele, perché non rispetta nessun trattato internazionale.

A questo scenario si aggiungono decisioni politiche gravissime: il governo di Israele ha recentemente approvato un piano di occupazione di Gaza City e un piano di divisione della Cisgiordania tale da impedire di fatto la nascita di uno Stato palestinese. In tale contesto, le dichiarazioni del ministro delle finanze dell’ultradestra Smotrich – «è la fine dell’illusione dello Stato di Palestina» – e del ministro, sempre dell’ultradestra, Ben Gvir – “Vi spazzeremo via” – confermano la volontà di negare qualsiasi prospettiva politica e diplomatica alla questione palestinese e di volere l’estinzione del popolo palestinese.

La tragedia umanitaria che si sta consumando nella Striscia di Gaza interpella le coscienze e non può più tollerare il silenzio delle istituzioni che, unito all’inazione, risultano molto preoccupanti. L’umanità tutta sta assistendo a un pericoloso scivolamento verso una logica cinica di potenza, dove la forza militare prevale sulla diplomazia, e la pace appare un’utopia accantonata; è urgente ribadire che una via d’uscita è necessaria, e che occorre perseguirla con determinazione, per salvare la popolazione di Gaza dall’inferno in cui è sprofondata, ma anche per Israele, che rischia di perdere sé stesso inseguendo l’illusione di una sicurezza ottenuta con la sola forza. In questo scenario drammatico, anche le istituzioni locali hanno il dovere di esprimersi.

È necessario chiedere al Governo italiano di riconoscere la gravità della situazione e di non allinearsi in modo acritico con le posizioni di chi sostiene l’intervento militare senza condizioni. Restare silenziosi e non intraprendere azioni per fermare il genocidio a Gaza, di fronte a una tragedia di queste proporzioni significa, prenderne parte.

E Budrio, come tutta l’Italia, deve scegliere da che parte stare: quella della giustizia, dei diritti umani e della pace. Il gruppo Apriti Budrio rivolge dunque un appello al Sindaco e alla Giunta affinché Budrio, come già hanno fatto altri comuni italiani, chieda al Governo italiano di:

▪ far pressione sul Governo di Israele allo scopo di consentire un immediato ingresso nella Striscia degli aiuti umanitari da distribuire alla popolazione civile e della stampa internazionale;

▪ attivare urgentemente un’azione diplomatica per l’immediato cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi rapiti da Hamas, e dare attuazione ad un piano d’azione per fermare il genocidio di Gaza e mettere fine all’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi

▪ sostenere tutte le iniziative umanitarie, politiche e giuridiche in soccorso del Popolo Palestinese promosse dall’Onu, dalla Corte Penale Internazionale e dalla Corte Internazionale di Giustizia;

▪ richiedere la sospensione dell’Accordo di associazione tra Unione Europea e Israele viste le gravi e continue violazioni dei diritti umani;

▪ revocare il Memorandum d’intesa per la collaborazione militare tra Italia e Israele e di interrompere ogni compravendita di armi e sistemi d’arma da e per Israele;

▪ adottare sanzioni economiche (tra cui restrizioni in materia di scambi, finanza, energia, tecnologia e beni a duplice uso, industria, trasporti e beni di lusso) nei confronti di persone e entità coinvolte in azioni e politiche del governo di Israele che compromettono i valori fondamentali della Costituzione Italiana, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite;

▪ riconoscere ufficialmente lo Stato della Palestina, come passo indispensabile per una pace giusta e duratura.