Il Consiglio comunale del 28 febbraio. Gli interventi del gruppo Apriti Budrio
Si è tenuta una seduta del consiglio comunale densa di misure e votazioni, su diversi aspetti della vita di Budrio. Tutte le delibere sono state approvate all'unanimità, grazie al voto positivo espresso anche dall'opposizione.
Riportiamo qui, sinteticamente, gli interventi dei consiglieri comunali del gruppo di maggioranza "Apriti Budrio" che hanno seguito i diversi iter amministrativi delle delibere e ne hanno approfondito i contenuti e gli effetti sul territorio.
Si nota un lavoro condiviso e collaborativo con la Giunta comunale, insieme a un protagonismo inedito e positivo del gruppo di maggioranza sui temi trattati e sulle scelte dell'Amministrazione.
Andrea Quaiotto sulla modifica dello Statuto:
Ci esprimiamo sulle proposte di modifica degli articoli 10, 14 e 29 dello Statuto Comunale. Nei primi due si chiarisce l'aspetto normativo che riguarda la convocazione del consiglio comunale in forma digitale e si corregge un refuso materiale, mentre nell'articolo 29 si è intervenuti per specificare la finalità delle consulte territoriali. Si è infatti optato di cambiare la denominazione (non più consulte frazionali), prevedendo inoltre un maggior rinvio al regolamento per la definizione delle modalità organizzative e gestionali delle consulte stesse, superando la formulazione molto rigida sul numero e sui componenti della consulta che saranno stabiliti da un apposito regolamento. Quindi: miglioramento dello statuto per avere più flessibilità e adattabilità nei cambiamenti futuri, potendo organizzare le consulte secondo quella che può essere la formula migliore.
Claudio Cassani sull'ampliamento del Gruppo Comet nell'area produttiva di Cento
Francesco Coiro sulle modifiche urbanistiche per consentire la costruzione di linee elettriche a favore di impianti fotovoltaici sui territori di comuni vicini:
Tocchiamo con mano quanto la nostra società sia energivora, quanto sia importante diversificare le fonti energetiche e quanto l'indipendenza da paesi terzi esportatori di energia, spesso retti da governi non democratici, sia di primaria importanza. Con questo voto attuiamo le modifiche degli strumenti urbanistici comunali per la realizzazione di un elettrodotti fondamentali per l'allacciamento alla rete di impianti fotovoltaico nel comune di Molinella e di Granarolo. La strada da seguire sarà quella di impianti di energia rinnovabile diffusi, anche condivisi, il cui impatto, in termini di ambiente e paesaggio, dovrà essere necessariamente ridotto al minimo. Occorre quindi pensare in primis alle superfici già impermeabilizzate, ai tetti, parcheggi ecc. e, nel caso di impianti a terra, all'agrivoltaico. Chiediamo quindi alla giunta massima attenzione a operazioni di mera speculazione già arrivate e che arriveranno grazie agli allettanti incentivi statali. A Budrio stiamo già lavorando in questo senso, lo dimostra il bando regionale (L.R. 15/18) che ci ha permesso di iniziare un percorso partecipativo che affiancherà la costituzione di una vera e propria Comunità Energetica Rinnovabile (CER). Il percorso partecipativo ci permetterà di caratterizzare socialmente la futura CER, anch'essa speriamo finanziata da uno specifico bando regionale. Il percorso é aperto a tutti (cittadini, imprese, commercianti, enti, associazioni, comunità religiose e società sportive ecc) attraverso questionari, incontri pubblici, banchetti che si svolgeranno tra il 15/03 ed il 30/06). Invitiamo quindi tutti i cittadini che vogliono dire la loro ad informarsi sui canali istituzionali e a partecipare attivamente alle attività del percorso.
Giuliana Piazzi sull'intervento urbanistico a Mezzolara in via Rossini-via Donizzetti
La chiarezza espositiva in Commissione dell'ing. Miceli ci ha mostrato come siano perseguite le linee programmatiche dell'ambito 2 sulla pianificazione territoriale e in particolare sul "contenimento del consumo del suolo" "pur considerando che diverse aree sono già destinate a nuove urbanizzazioni sulla base di deliberazioni e accordi vigenti da molti anni e che nei prossimi vedranno, in gran parte, una loro realizzazione concreta”. Questo atto è in fase conclusiva e risale al 2021: sono stati raccolti tutti i pareri degli enti competenti come Arpa, Bonifica Renana, Snam, Telecom, Protezione Civile. Anhce la Città Metropolitana di Bologna ha svolto le opportune disamine e ha approvato il piano particolareggiato (è rispettato il 30% di utilizzo del suolo). La progettazione è piuttosto contenuta in una superficie di 8800 mq su Via Rossini. Il verde pubblico e il parcheggio saranno presi in carico dall’Amministrazione comunale a beneficio della comunità. Il progetto prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile. Parliamo di una superficie utile di 1528 mq suddivisa in 9 lotti in cui saranno realizzati 18 alloggi a tre piani fuori terra che saranno costruite in Classe A3, A4, ad alto efficientamento energetico. Pensiamo che queste dimensioni siano appropriate alla frazione a all'area nel quale si inserisce. Infine, sottolineiamo come Service Cento, soggetto attuatore del piano, è una Società controllata della Fondazione Benni. Ciò significa che gli utili saranno destinati a valorizzare il patrimonio i cui proventi ricadono in parte in attività sociali sul territorio di Budrio, come indicato nel mandato statutario della Fondazione stessa: "iniziative socio-assistenziali, educative, didattiche a favore dei giovani o di soggetti in stato di disabilità fisica, psichica o sensoriale, oppure in disagiate condizioni economiche e sociali, con particolare attenzione al territorio di Budrio."
Francesco Coiro sull'uso dei fondi PNRR per la bonifica del sito Ecowater:
Con questo fondamentale passaggio ci avviciniamo a un obiettivo prioritario e fondamentale per la tutela di tutta la comunità e del territorio compreso: la messa in sicurezza ambientale del "sito orfano ECOWATER" a Prunaro. Tutto ciò è reso possibile da uno specifico bando, finanziato interamente da Next Generation UE - PNRR. Utilizziamo dunque risorse esterne, dell'Unione Europea, per risolvere un problema locale che diversamente sarebbe ricaduto interamente sulle spalle dei contribuenti budriesi. Siamo soddisfatti di questo ulteriore step e siamo certi che gli sforzi continueranno nella giusta e sperata direzione della bonifica del sito. Ringraziamo la maggior parte di "buoni" cittadini Europei, e quindi anche di "buoni" cittadini Italiani che, pagando correttamente e doverosamente le tasse, permetteranno di sanare una situazione non più posticipabile. Il beneficio che ne deriverà sarà collettivo, anche per chi, evadendo le tasse, non avrà minimamente contribuito alle operazioni di bonifica.
Daniela Donati sulle esteazioni di gas naturale di Povalley:
Argomento approfondito in Commissione con l’ingegnere Miceli, è l’ accordo quadro per gli indirizzi per il monitoraggio della sismicità e deformazioni del suolo. L'accordo che vede coinvolto il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE e riguarda i realizzati a Mezzolara nel 2017 nel podere Maiar dove si era accertata la presenza di gas naturale, perché puro al 99%. La Società Povalley con Decreto Ministeriale del 27 luglio 2022 ha ottenuto dal Ministero la cosiddetta concessione per idrocarburi che impone obblighi come la costituzione di una struttura per il monitoraggio del sottosuolo, individuata attraverso bando pubblico nell’Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia (INGV). Le linee guida, quindi, trovano la loro applicazione in un accordo quadro tra Ministero, Regione Comune e INGV e prevedono la costituzione di un comitato istituito da questi 4 enti per l’attuazione del monitoraggio. I dati verranno esaminati da INGV e la sua attività verrà coperta da un fondo istituito presso il comune di Budrio e alimentato da Povalley. Il monitoraggio ambientale comprende il monitoraggio della subsidenza e il monitoraggio della microsismicità (micromovimenti della crosta terrestre) ed è svolto in 5 postazioni che sono state già localizzate e sono dispiegate tra il territorio di Molinella e di Mezzolara. Questi sono gli elementi salienti dell’accordo. Considerando le leggi stringenti che governano l'estrazione degli idrocarburi, possiamo valutare molto positivamente i lavori presentati. Il 31 gennaio l'Amministrazione ha organizzato un'assemblea pubblica a Mezzolara, con la presenza dei tecnici della Società Povalley intestataria della concessione e dei tecnici del comune: è stata spiegata tutta l’attività dal 2017 al 2022 che ha portato Povalley ad avere l’autorizzazione dal Ministero. L’Amministrazione ha concordato con la società l’impegno di aggiornare i cittadini sulla progressione delle attività e sono a disposizione dei cittadini le slide che hanno accompagnato la presentazione, nel sito del comune in avvisi-novità. Inoltre, il materiale è stato anche inviato alla Consulta di Mezzolara.
Finalmente un nuovo dinamismo sui lavori pubblici. Gli aggiornamenti sul Piano Periferie
Nel 2016 Budrio portò a casa 6 milioni di euro per la riqualificazione dell'area della Stazione e del Magazzino Sementi, con la pista ciclabile fino al Centro protesi di Vigorso. Dopo anni di confusione e assenza di informazioni per i cittadini, i lavori oggi sono presidiati e gestiti. Non mancano i problemi, ma il piglio è quello giusto.
- riorganizzazione del settore Sviluppo del territorio
- ricostruzione dei rapporti con le aziende appaltatrici
- presa in carico di situazioni confuse e lasciate in stallo
- rafforzamento della comunicazione tra Comune e cittadini, per troppo tempo senza informazioni
Ecco tutte le informazioni diffuse dal Comune sullo stato dell’arte:
MAGAZZINO SEMENTI
Riguardo al Magazzino, nei giorni scorsi sono ripresi i lavori. La priorità è quella di sistemare l'area esterna liberandola dal cantiere e permetterne la piena fruibilità.
L’AREA DELLA STAZIONE
I lavori nell’area stazione si possono suddividere in quattro ambiti:
1 - completamento della rete ciclopedonale verso il centro storico, riorganizzazione dei percorsi pedonali e dell’incrocio tra le vie Europa, Battisti e Gramsci;
2 - riqualificazione dei bagni pubblici e delle aree verdi adiacenti a Budrio Stazione;
3 - chiusura del passaggio a livello di via del Moro, nuovo tratto stradale per adeguamento della viabilità
4- realizzazione di una pista ciclopedonale dalla stazione al Centro Inail di Vigorso, con una passerella ciclopedonale sul fiume Idice.
LE MODIFICHE AI PROGETTI
Durante lo scorso mandato amministrativo sono stati eliminati dal progetto iniziale la soppressione del passaggio a livello di Via del Moro e il semaforo nell’incrocio tra le vie Battisti, Primo Maggio, Savino e Zenzalino.
PASSERELLA SULL’IDICE
Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha preso in mano il dossier del Piano Periferie, insieme agli uffici competenti recentemente riorganizzati.
Sono stati completati i lavori relativi agli ambiti 1 e 2, mentre resta in sospeso la realizzazione della passerella ciclo-pedonale sull’Idice (punto 4) a causa della volontà di modificare il progetto iniziale a favore di una soluzione mai formalmente definita, durante il precedente mandato; circostanza che - aggravata dall’aumento dei costi dei materiali (in particolare del ferro) - è rimasta un elemento di stallo mai superato.
Nelle scorse settimane il Comune di Budrio ha chiesto formalmente al Governo, tramite la Città metropolitana, di poter eliminare la realizzazione della passerella ciclo-pedonale sull’Idice.
PISTA CICLABILE VIA RABUINA
Infine, dopo la realizzazione dell’illuminazione sull’attraversamento pedonale, si stanno perfezionando gli atti formali del collaudo per l’apertura della pista ciclopedonale lungo via Rabuina che è a questo punto conclusa e che nelle prossime settimane diventerà a tutti gli effetti utilizzabile.
2,5 milioni della Regione per il fiume Idice a Budrio
Importante investimento della Regione Emilia-Romagna su Budrio per la sicurezza, con 2,5 milioni di lavori sugli argini.
Riportiamo qui il comunicato della Regione del 26 gennaio 2023 che descrive gli interventi previsti per rialzare e rinforzare gli argini.
Un altro importante segnale di attenzione verso Budrio e il suo territorio.
Verranno realizzate opere nei pressi del ponte della Riccardina e di San Martino in Argine. Obiettivo, ripristinare la funzionalità idraulica del corso d’acqua e ridurre la permeabilità del terreno.
Argini più alti e più solidi sul torrente Idice, per mettere in sicurezza il territorio in caso di piena. Nel comune di Budrio (Bo) è pronto a partire un maxi-intervento da 2,5 milioni di euro finanziato dalla Regione, per ripristinare la funzionalità del corso d’acqua e ridurre l’esposizione al rischio di infrastrutture e centri abitati.
“Si tratta di un nuovo pacchetto di lavori di fondamentale importanza dal punto di vista idraulico, che si pongono in continuità con quelli già svolti negli anni scorsi- spiega Irene Priolo, vicepresidente con delega alla Difesa del suolo e alla Protezione civile-. Le opere, che proseguiranno per circa un anno, sono frutto di un’ampia attività di conoscenza del territorio, con rilievi topografici e indagini che hanno evidenziato le principali criticità da risolvere”.
In particolare, si punta alla salvaguardia di Budrio, Mezzolara, Vedrana e della viabilità sulla Strada comunale di via Riccardina e sulla provinciale Zenzalino Nord, preservando l’operatività del Canale emiliano romagnolo (Cer), in linea con quanto già realizzato tra i ponti Riccardina e San Martino in Argine in seguito alla rotta dell’argine dell’Idice (autunno 2019).
Il progetto
A valle del ponte della Riccardina, si prevede l’esecuzione di un intervento di rialzo della sommità dell’argine per una lunghezza complessiva di circa 370 metri, a sinistra del torrente, e per altri 500 metri sulla sponda destra.
Successivamente, per ridurre la permeabilità del terreno nell’argine destro a monte del ponte di San Martino, si realizzeranno diaframmi plastici, ossia barriere per ridurre il flusso dell’acqua lungo circa 380 metri a monte e 1300 a valle.
Altre opere pianificate sono il taglio e lo sfalcio della vegetazione nei tratti interessati, e la realizzazione di una difesa delle sponde in massi di circa 18 metri sulla destra del torrente, sempre a valle del ponte della Riccardina.

Libertà, uguaglianza, diritti delle donne. La mozione del gruppo "Apriti Budrio"
Nel consiglio comunale di oggi è stato approvato il documento proposto dai consiglieri comunali di "Apriti Budrio"
27 dicembre 2022
Ecco il testo della mozione del gruppo di maggioranza:
Premesso e considerato che
Il Comune di Budrio si mobilita in conseguenza della situazione attuale di disparità e discriminazione a discapito delle donne, registrata a livello globale e in misura differente, a seconda degli aspetti sociali, politici e culturali del Paese in cui vive.
I dati a livello mondiale sono allarmanti, basti pensare che 43 paesi non hanno una legge per punire lo stupro commesso dal partner e più di 30 limitano il diritto delle donne a muoversi liberamente dalle proprie case. In 20 Paesi del mondo – fra cui la Russia – sono ancora in vigore i matrimoni riparatori, con leggi che consentono agli stupratori di sposare per evitare procedimenti penali (dal rapporto annuale dell’UNFPA Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione). Dei circa 40 milioni di vittime di qualche forma di schiavitù (matrimoni forzati, traffico di esseri umani, lavoro sfruttato, etc) più di 7 su 10 sono donne.
Unfpa ha misurato sia il potere delle donne di prendere decisioni autonome sul proprio corpo, sia quanto le leggi nazionali supportano o ostacolano il diritto di prendere tali decisioni. Il Rapporto mostra come nei paesi in cui i dati sono disponibili:
• solo il 55% delle donne ha piena autonomia decisionale sulla propria salute, sulla contraccezione e sul dire sì o no a un rapporto sessuale;
• solo il 71% dei paesi garantisce un accesso a servizi di assistenza alla maternità completi;
• solo il 75% dei paesi assicura un accesso completo e paritario alla contraccezione;
• solo circa l’80% dei paesi hanno leggi che supportano la salute e il benessere sessuale;
• solo circa il 56% dei paesi hanno leggi e politiche che supportano un’educazione sessuale completa;
C’è un filo rosso, però, che nega la repressione dei diritti in tutto il mondo.
Ad esempio, Da quando, nell’agosto 2021, hanno assunto il controllo dell’Afghanistan, i talebani stanno violando i diritti delle donne e delle bambine all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento, azzerando il sistema di protezione e sostegno per le donne che fuggono dalla violenza domestica, arrestando donne e bambine per minime infrazioni a norme discriminatorie e contribuendo all’aumento dei matrimoni infantili, precoci e forzati.
Il rapporto, inoltre, denuncia arresti, imprigionamenti, torture e sparizioni forzate di donne che prendono parte alle proteste contro le norme oppressive dei talebani.
Anche in un paese considerato come l’Italia si denuncia una cultura tendente a svalutare la donna, le sue competenze e, in generale, le sue possibilità, del resto i dati Istat sulla disoccupazione e sulle possibilità occupazionali non sono confortanti. Su diversi fronti le donne sono in condizione di inferiorità: sotto-valutate, sotto-pagate, sotto-collocate. In generale, valgono meno sul mercato – rispetto ai colleghi maschi –, faticano di più per conquistarsi un soddisfacente posto di lavoro e tenerselo stretto, perché lo spauracchio della gravidanza spinge il datore di lavoro ad assumere più i maschi che le femmine. Le laureate ricoprono più spesso dei laureati mansioni dove son richieste competenze inferiori rispetto alla loro preparazione e purtroppo anche in Italia le lavoratrici guadagnano meno, ovvero risentono del “gender gap”.
il WEF ha pubblicato l’annuale report “Global Gender Gap Index”, che misura in 146 Paesi il divario di genere in termini di partecipazione economica e politica, salute e livello di istruzione. Nella graduatoria globale l’Italia risulta 63esima, mantenendo la stessa posizione della classifica 2021 dopo Uganda (61esima) e Zambia (62esima). A livello di Europa l’Italia è 25esima su 35 Paesi. A livello mondiale serviranno ancora 132 anni per colmare il gap di genere, alcune aree nel mondo, come quella europea e nord americana, presentano una situazione migliore: per l’Europa il gap potrebbe essere colmato fra 60 anni (59 anni per il nord America).
La violenza e le molestie sono un altro problema: le donne spesso non denunciano e quando lo fanno non sempre vengono adeguatamente protette, come dimostrano gli innumerevoli femminicidi, in cui l’assassino già era stato segnalato o denunciato.
In Italia, dal primo gennaio 2022 al 13 novembre sono 96 le donne uccise, di cui 84 in ambito familiare affettivo. Di queste 49 hanno trovato la morte per mano di congiunti, compagni, mariti, ex. Nel 2021 il numero complessivo di vittime di femminicidio in Italia è stato di 106, dato in leggero aumento rispetto agli anni precedenti (96 nel 2019 e 102 nel 2020). Esiste una certa percentuale di sommerso (donne migranti, trans, sex-workers, vittime di tratta e sfruttamento, donne anziane o malate). Ma la violenza contro le donne è trasversale e colpisce tutte, senza distinzioni di appartenenza sociale. Il femminicidio (perpetrato in maggior misura da uomini che hanno o hanno avuto una relazione con la vittima) è la punta dell’iceberg di un problema più pervasivo e mondiale, visto che anche in Iran abbiamo assistito a violenti femminicidi, spesso camuffati goffamente dal regime come incidenti: il femminicidio non è solo un atto gravissimo, ma è in primis una cultura, una forma di pensiero e interpretazione della realtà che si estende a diversi livelli.
Del resto le proteste in Iran, a seguito dell’uccisione di Mahsa Amini, hanno finalmente minato il sistema patriarcale della Repubblica islamica e le accese mobilitazioni hanno posto al centro la questione della libertà della donna, da troppo tempo minata.
Evidenziato che
dal 16 settembre 2022, a seguito della morte della 22enne Mahsa Amini arrestata dalla Polizia Morale per non aver indossato correttamente il velo, in tutto l’Iran è in atto una grande protesta di popolo innescata dalle ragazze e donne che, al grido nelle strade di “Donna, vita, libertà” e con i gesti rivoluzionari di gettare i loro hijab e tagliarsi ciocche di capelli, invocano il rispetto dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali delle persone;
al loro fianco cresce l’adesione popolare alle proteste e alle manifestazioni di piazza, che coinvolgono sempre più ragazzi, uomini, lavoratori iraniani che chiedono migliori condizioni sociali e civili e il rispetto dei diritti delle donne e delle persone tutte;
la repressione delle Forze dell’Ordine e di polizia iraniane avrebbe già provocato la morte di oltre 300 persone secondo recentissime dichiarazioni di esponenti di sicurezza della Repubblica islamica dell’Iran, mentre le fonti delle Organizzazioni Non Governative, come Human Rights Activists, parlano di 451 morti tra i manifestanti e 60 tra le Forze dell’ordine, nonché di oltre 18mila persone arrestate;
impossibile ad oggi conoscere il numero preciso delle donne e ragazze uccise, non solo attiviste ma donne comuni che con incredibile coraggio sfidano la segregazione e la fortissima cultura patriarcale del Governo teocratico dell’Iran che nega ogni soggettività femminile;
in questi giorni è stata inoltre espressa dall’Unicef ferma condanna rispetto a tutte le violenze contro i minori, che risultano aver già causato la morte di oltre 50 bambini e bambine e il ferimento di molti altri durante i disordini pubblici, nonché profonda preoccupazione per le continue incursioni e perquisizioni condotte nelle scuole; I dati della repressione del regime iraniano nelle ultime settimane parlano di centinaia di persone uccise (e tra esse anche minorenni), più di 13mila persone arrestate, fermate o scomparse. Cifre approssimative perché numeri ufficiali non ne esistono e i dati sono affidati al lavoro delle Ong per i diritti umani, che operano in clandestinità e in condizioni rischiose.
le manifestazioni di dissenso al regime non accennano a fermarsi nonostante la repressione indiscriminata, gli arresti, le condanne a morte e le uccisioni di donne, uomini e minori;
ciò che sta accadendo in Iran viola sistematicamente e tragicamente le Convenzioni Internazionali di tutela della Persona umana a cominciare dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché la Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) di contrasto della violenza di genere;
Sottolineato che
i movimenti femminili a sostegno dei diritti umani e contro le violenze, per le libertà democratiche e per la pacifica convivenza tra popoli e persone, sono attivi in molti altri Paesi liberticidi e intolleranti dove la soggettività e i diritti della donna e della persona non vengono riconosciuti;
la condizione impari e di insicurezza delle ragazze e delle donne appare in ulteriore arretramento in molte zone del mondo e anche in Europa, a causa di molteplici fattori discriminanti agiti contro i loro diritti e acuiti dalle guerre, dalla pandemia, dalle crisi economiche conseguenti;
le violenze e le restrizioni a cui sono sottoposte le donne in Iran sono alla base di una rivolta popolare che coinvolge uomini e donne volta ad ottenere libertà e diritti
il rispetto dei diritti delle donne, la parità di genere, la lotta alla violenza porta ad un benessere generalizzato della società tutta,
Ricordando che
Il comune di Budrio:
b) è ente democratico che crede nei principi europeistici, della pace e della solidarietà;
4 Il Comune riconosce nella Carta Costituzionale, espressione dei valori della Resistenza, nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo le fonti giuridiche primarie della propria autonomia istituzionale, il riferimento ideale per la promozione economica e sociale della popolazione dalla quale trae il mandato di rappresentanza elettorale
2. Il Comune ispira la sua azione ai valori di equità, di solidarietà, di giustizia sociale; concorre all’affermazione della pace e della libertà finalizzando la sua iniziativa alla promozione e alla attuazione dei principi costituzionali.
(statuto del comune di Budrio, TITOLO I Principi generali ART. 1 Autonomia statutaria e ART.2 Finalità)
Affermando che
Il Comune di Budrio si unisce a chi combatte per la libertà, l’uguaglianza, i diritti delle donne e si riconosce nello slogan “Donna, vita, libertà”
Il Consiglio comunale
- Condanna la sanguinosa repressione agita per volontà del Governo della Repubblica islamica dell’Iran e invoca la immediata cessazione di tutte le violenze in corso contro manifestanti e dissidenti, in quanto costituiscono sistematica violazione dei Diritti Umani e dei Minori in quel Paese.
- Aderisce ed esprime solidarietà alla causa e alla lotta delle donne iraniane e del popolo iraniano per l’affermazione della libertà e soggettività femminile, dei diritti fondamentali della Persona e della pacifica e civile convivenza.
- Rilancia la necessità di un impegno internazionale e transnazionale di supporto ai movimenti femminili che non solo in Iran ma in altri Paesi martoriati si stanno battendo per il rispetto dei Diritti umani e la sicurezza e protezione delle donne, a cominciare dalla attuazione dei princìpi contenuti nella Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) per il contrasto della violenza di genere.
- Si impegna a risollecitare, dalle sedi Regionali di riferimento, una presa di posizione del Governo italiano di ferma condanna verso le gravissime violazioni perpetrate in Iran, invitando a condizionare ogni relazione con il Governo iraniano al rispetto dei Diritti umani e fondamentali delle sue cittadine e cittadini.
- Si impegna a trasmettere questa mozione al Parlamento europeo per sollecitare l’Unione europea a una mobilitazione affinché il governo iraniano risponda alle richieste di questa rivoluzione che non riguarda solo le donne, ma il popolo tutto e una parte importante della gioventù che si è unita in questa sorta di nuova primavera iraniana. Un popolo che, con la sua rivoluzione, sta dimostrando quanto sia forte e impellente l’esigenza di affermare per tutti i diritti di uguaglianza e democrazia e di fronte a questo non possiamo restare inerti.
Mezzolara avrà ancora il suo medico di famiglia. Una buona notizia!
Il Comune di Budrio ha oggi comunicato che “a seguito del pensionamento del dott. Castaldini (31 dicembre 2022), dal 2 gennaio 2023 i suoi assistiti saranno seguiti direttamente da UN NUOVO MEDICO, che sarà in organico nella Casa della Salute di Budrio con obbligo di ambulatorio anche a Mezzolara. Questo consentirà di coprire il ruolo (con incarico) in attesa che si formalizzi la convenzione. I pazienti della dott. Castaldini verranno assegnati in questa fase in automatico al nuovo medico. Poi, una volta entrata in vigore la convenzione, dovranno recarsi al CUP per la scelta del proprio medico di medicina generale.”
In realtà la vicenda comincia diversi mesi or sono.
Era il 13 marzo del 2022 quando la coalizione del centrosinistra promosse un incontro in piazza a Mezzolara per informare i cittadini su ciò che stava succedendo sul medico di famiglia e per mostrare la disapprovazione per le scelte dell’Asl e per come il problema (non) era stato gestito dal sindaco, prima autorità sanitaria del territorio.
La rinuncia di uno dei due medici attivi in frazione stava comportando diversi disagi, soprattutto tra chi non riesce a spostarsi nel capoluogo con facilità. La disattenzione dell’Amministrazione comunale e la volontà di Asl non avevano permesso di inserire l’obbligo dell’ambulatorio a Mezzolara in un bando che, nel frattempo, stava per essere pubblicato per la sostituzione di un altro medico di medicina generale del nucleo di Budrio.
Insomma, la classica vicenda “non governata” che crea disorientamento e che trova solo risposte burocratiche.
Nel post del centrosinistra si leggeva:
“In tanti stamattina a Mezzolara, capoluogo dell’Emilia-Romagna con il centrosinistra di Budrio e diversi medici del territorio.
Resta il dispiacere e la disapprovazione per la vicenda del medico di medicina generale. Nessuno ha pensato alla frazione, ai suoi bisogni, alla difesa dei servizi da sempre erogati qui. Sarebbe potuta andare diversamente, ma ci impegniamo affinché in futuro, con una nuova amministrazione comunale, le cose possano migliorare.”

L’Amministrazione civica, allora in carica, aveva derubricato la questione, spiegando che non ci si poteva fare niente e che la competenza è dell’azienda sanitaria. La carenza di personale porta anche queste situazioni.
Poi però il problema si è ulteriormente ingrandito, con l’avvicinarsi del pensionamento del dott. Enzo Castaldini, storicamente insediato a Mezzolara e vero punto di riferimento sanitario per i cittadini della zona.
Ancora a settembre, l’ex sindaco Mazzanti si esprimeva in modo pilatesco, addirittura accusando sindaca e centrosinistra di aver fatto solo propaganda elettorale:
“Il medico non arriverà (e dico purtroppo) ma c’è chi ha creduto alle promesse della politica, di quella parte che governa in Regione da sempre e non riesce a risolvere o migliorare questa situazione. Credere alla promesse è più facile che guardare in faccia alla realtà, ma come dico spesso, accettare di avere un problema (politico) è il primo passo per risolverlo.”
La storia, in realtà, ha preso una piega diversa e lo spiega la sindaca Badiali oggi in un suo post. Il dato fondamentale è che l’obbligo di avere un ambulatorio a Mezzolara è stato chiesto con forza e, in effetti, si poteva inserire in un bando: bastava volerlo. Inoltre, visto che il bando ha intercettato diverse candidature e il ruolo è stato infine assegnato, la frazione di Mezzolara avrà ancora il medico di famiglia e il relativo ambulatorio.
“Era una partita piuttosto delicata […] È la dimostrazione che quando la politica locale fa valere le proprie ragioni, gli enti competenti ne tengono conto e contribuiscono a difendere i servizi e la qualità della vita del territorio. Saluto e ringrazio Castaldini per questi anni di lavoro, per l’impegno profuso e per la stretta collaborazione in questi mesi di mandato amministrativo.”
Soddisfazione anche dalla politica, con un post di congratulazione del Partito Democratico di Budrio intitolato “La differenza tra amministrare e stare a guardare“:
“Negli ultimi mesi le cose sono cambiate. In particolare la sindaca Badiali se ne è occupata direttamente, con il supporto dei medici del nucleo di Budrio, per evitare in tutti i modi che Mezzolara e Dugliolo rimanessero senza ambulatorio del medico di medicina generale. […] Un piccolo/grande successo e, soprattutto, un altro impegno mantenuto dall’Amministrazione comunale”
Non passa la mozione dell'opposizione sul caro bollette
30 novembre 2022
Questa sera in Consiglio comunale, il gruppo di maggioranza “Apriti Budrio” non ha approvato la mozione sul tema del caro bollette proposta dall’opposizione, il gruppo Noi per Budrio di cui fanno parte anche gli esponenti del Partito Socialista e di Fratelli d’Italia.
Poco prima non era stata accettata la proposta della Sindaca Badiali e del gruppo di maggioranza di rinviare la discussione, al fine di condividere un testo più realistico sulla situazione dei comuni e sulle reali possibilità di intervenire, a partire dalle premesse che nella mozione dell’opposizione non descrivono il contesto in cui un comune come il nostro si sta muovendo.
“Apriti Budrio” si auspica di continuare il dibattito su questo tema, dando seguito ai segnali di apertura al dialogo stimolati da sindaca e maggioranza durante consiglio di questa sera.
Si legge nel testo diffuso dai partiti della maggioranza:

- non è realistico pensare a un fondo comunale, quando i comuni italiani, oggi, non riescono nemmeno a fare i bilanci 2023 per salvaguardare le attuali attività sociali e territoriali
- Anci, l’associazione nazionale dei comuni sta chiedendo al governo di intervenire con risorse adeguate nella manovra di bilancio
Più nello specifico, abbiamo letto la mozione per capire meglio la sua ratio e le finalità di un testo di questo tipo.
Noi siamo per stare alla realtà e partire da essa. Non dal libro dei desideri o, peggio, da un approccio demagogico e strumentale che non è utile a nessuno. Men che meno a chi è (o sarà) in difficoltà per il caro energia.
- La mozione non indica solo le potenziali priorità, ma fornisce proprio percentuali e cifre precise. In questa “precisione” però ci sono tre informazioni che non leggiamo nella mozione:
i comuni come il nostro in questo momento non riescono a chiudere i bilanci di previsione 2023 a causa delle spese per l’energia e le materie prime - i fondi destinati dal Governo non sono assolutamente sufficienti ai bisogni dei comuni
- allo stato attuale, per pagare gli aumenti i comuni dovrebbero tagliare pesantemente i servizi e le attività, producendo un disastro territoriale e sociale
Dire che, come Comune, in fase di predisposizione bilancio previsionale dovremmo dare contributi alle famiglie per le bollette significa non considerare la realtà. È brutto da dire ma è così.
Se poi a farlo è chi ha amministrato un comune, siamo chiaramente nel campo della strumentalità politica e dell’irresponsabilità.
Se a farlo è il gruppo che rappresenta in questo consiglio il principale partito italiano che oggi guida il governo, entriamo nel campo delle contraddizioni e dell’incoerenza.
La mozione parte sicuramente da ottimi intenti, ma nello sviluppo non tiene conto della situazione dei comuni. Gli stessi fondi del distretto vengono messi ora sul 2022. Quindi a fine anno, non nel previsionale.
Prendiamo l’esperienza appena vissuta sul Covid. Quella era un’emergenza che ha colpito i redditi di molte famiglie, come quella che stiamo vivendo adesso sul tema energia. Ecco, a quei tempi tutti ricordiamo i fondi del Governo destinati ai comuni. Non si ha ricordo, invece, di fondi per le famiglie di origine comunale stanziati nel previsionale.
Non serve altro per dire che questa mozione, scritta così in questo momento, è irricevibile.

Tre fondi per il sostegno alle persone in questo momento difficile per i bilanci familiari
18 novembre 2022
Importanti opportunità per accedere a contributi economici in tre diversi ambiti della vita famigliare che riguarda molti cittadini del nostro territorio:
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accesso alle CRA di anziani non autosufficienti (clicca qui)
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spese sostenute per assistenti familiari (clicca qui)
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utenze domestiche anno 2022 (clicca qui)
Il primo è un contributo economico, una tantum, a sostegno delle famiglie che hanno un anziano non autosufficiente inserito nella graduatoria unica del Distretto Pianura Est per l’accesso alle Case Residenza Anziani (CRA) e collocato in una struttura residenziale accreditata/autorizzata al funzionamento. Scade il 23 dicembre 2022.
Anche il secondo è un contributo economico una tantum, in questo caso a sostegno delle famiglie che hanno attivato autonomamente un percorso assistenziale con Assistente Familiare a sostegno di persone anziane o disabili adulte. Scade il 23 dicembre 2022.
I terzo riguarda l'assegnazione di contributi per la copertura (parziale o totale) delle spese sostenute nel corso dell'anno 2022 per il pagamento delle utenze domestiche di gas, riscaldamento, energia elettrica, acqua. L'accesso alla graduatoria è previsto sotto un certo livello di Isee e il contributo non è cumulabile con altri contributi ricevuti dai Servizi Sociali Territoriali per il pagamento delle stesse. L'importo può arrivare a un massimo di € 1.200. Scade il 30 dicembre 2022.
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410mila euro dalla Regione per il Teatro Consorziale
Negli scorsi anni si era parlato molto dell’assenza di progettualità che, tra i vari effetti, aveva avuto quello di non permettere al Comune di accedere ad alcun finanziamento, se escludiamo quei contributi nazionali arrivati “a pioggia” a tutti i comuni italiani.
Ci sono, infatti, diverse opportunità che costantemente si presentano a un comune che abbia la volontà di “giocarsela” e qualche idea su investimenti in strutture, manutenzioni straordinarie, miglioramenti tecnologici ed energetici…
Ne avevamo parlato molto durante lo scorso mandato ed eravamo delusi dall’inerzia su questa attività, che pure è fondamentale per far andare avanti un comune così complesso come Budrio e così ricco di luoghi ed edifici pubblici. Recuperare risorse da altre istituzioni per fare investimenti e migliorare le strutture è quindi decisivo.
Il finanziamento pari all’80% di 520mila euro di investimento complessivo, che è stato comunicato dalla Regione Emilia-Romagna, proviene da un bando molto simile del 2018, dedicato in modo specifico ai teatri storici: un bando a cui il Comune di Budrio decise di non candidarsi, lasciando per strada molti soldi e finendo, anni dopo, per pagare “di tasca propria” e al 100% la messa in sicurezza del Consorziale, per arrivare ad aprire in fretta e furia a pochi giorni dal voto amministrativo dello scorso giugno.
Ecco, adesso le cose sono cambiate. Riportiamo direttamente le parole della sindaca Debora Badiali perché spiegano molto e ci congratuliamo con lei e con quanti hanno contribuito a questo risultato:
Vi voglio informare di un grande risultato per Budrio e di una bella soddisfazione per me e per tutti noi, qui in Comune.
La Regione finanzierà all’80% un investimento di 520.000 euro per il Teatro Consorziale di Budrio. Siamo tra i nove progetti finanziati – l’unico in provincia di Bologna – insieme a realtà teatrali di grande prestigio come il Regio di Parma e il Bonci di Cesena.Le risorse assegnate a Budrio riguardano interventi strutturali e miglioramenti che, evidentemente, erano necessari, nonostante si sia appena chiuso un cantiere per lavori di messa in sicurezza.
In particolare, interverremo su aspetti scenotecnici, palco, sistema audio, luci di scena e di sala, collegamento tra pinacoteca e teatro, arredi e radiatori dei camerini, tinteggiatura della volta. Non verrà chiuso nuovamente il teatro, ma organizzeremo i lavori con tempistiche che garantiscano la chiusura della stagione e la sua normale ripresa.
Solo pochi mesi fa, nel nostro programma, parlavamo di attrarre risorse “da fuori”. Ecco, lo stiamo facendo, tenendo insieme dialogo politico con le altre istituzioni, qualità delle proposte e competenze tecniche interne. Lo faremo tutte le volte che ce ne sarà l’opportunità.
E questo è solo l’inizio!
120mila euro per gli edifici scolastici. Ecco gli interventi
Subito 120mila euro per le scuole. Il primo passo sull'edilizia scolastica.
Interventi e miglioramenti necessari, peraltro attesi dalle famiglie, sono stati previsti e programmati per i prossimi mesi sulle scuole del nostro territorio. Si tratta dell'impianto di condizionamento nell'edificio della materna via Partengo, i nuovi termoconvettori nella scuola di Mezzolara, una nuova caldaia alle scuole medie e, in generale, interventi e pratiche per le certificazioni antincendio.
L'amministrazione sottolinea l'importanza di queste prime risorse straordinarie dedicate all'edilizia scolastica, un segnale di attenzione ai ragazzi budriesi e a chi lavora all'interno della scuola per la loro crescita e il loro benessere, a conferma che la scuola è una priorità.
Nel post su Facebook della sindaca c'è il dettaglio degli interventi e il loro valore. Lo riportiamo qui:
Il valore complessivo degli interventi è 121.500 €:
20.000 € scuola materna via Partengo: impianto di condizionamento
25.376 € scuola di Mezzolara: sostituzione termoconvettori e manutenzione straordinaria
36.185 € scuole medie: sostituzione caldaia
40.000 € per l'antincendio: interventi e pratiche per le certificazioni
Il Comune fa ripulire i portici. L'azione si ripeterà due volte all'anno.
Il gestore del Servizio di pulizia e lavaggio di strade e portici ha effettuato nei giorni scorsi una pulizia straordinaria di tutti i portici del centro storico. Si tratta di un servizio professionale fatto con strumentazioni adeguate e di qualità. Un’azione voluta dalla Sindaca Badiali e dall’assessore competente Pezzi che hanno lavorato con gli uffici comunali per definire e coordinare l’intervento.
«Un segnale di attenzione verso i cittadini, i commercianti, le realtà che in centro promuovono iniziative – ha detto la Sindaca. Un lavoro molto efficace e profondo di cui c’era davvero bisogno e che non era mai stato fatto in passato con regolarità. Ora, invece, avverrà due volte all’anno, in autunno e in primavera.»
Leggiamo nel comunicato stampa diffuso dal Comune di Budrio che “la pulizia dei portici è eseguita dagli operatori Hera mediante idropulitrice a caldo con acqua in pressione ad alta temperatura che, oltre alla rimozione dello sporco, ha anche un’azione sanificante. Il getto viene direzionato nei punti meno raggiungibili mediante una lancia ed è utilizzato sulle superfici più estese per alimentare una macchina a spazzole rotanti. Nel servizio sono compresi la rimozione manuale con spatola delle chewing gum, l’eventuale utilizzo di detergenti e il passaggio di finitura con macchina lavasciuga.”
Sarà importante la massima collaborazione da parte di tutti per tenere pulito e, anche, per rendere inaccettabili i comportamenti di quei padroni che consentono ai loro cani di espletare i propri bisogni in centro e sotto i portici. Pochi giorni dopo la pulizia c’erano già piccoli “rivoli” opera di cani che evidentemente sono stati abituati male.










