Nel consiglio comunale del 30 marzo 2026 la Consigliera del gruppo Apriti Budrio Cinzia Venturoli ha letto questo testo in occasione di una ricorrenza importante, gli 80 anni di diritto di eleggibilità delle donne, riconosciuto nel 1946 un anno dopo il riconoscimento del diritto di voto.

Il primo febbraio 1945 con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 venne riconosciuto il diritto di voto attivo alle italiane mentre la loro eleggibilità fu sancita con il decreto numero 74 del 10 marzo del 1946.
Tra il 10 marzo e il 7 aprile 1946 vi furono le prime elezioni a suffragio universale: le amministrative che si svolsero in più di 5.700 Comuni italiani.
A Bologna e provincia 50 furono i comuni che andarono al voto: in quei primi consigli comunali eletti dopo la fine dello stato totalitario e della guerra vi furono 67 donne elette in 37 Comuni.
Erano braccianti, contadine, commercianti, insegnanti, pensionate, casalinghe, possidenti, commesse, calzolaie e ostetriche, operaie.
A Budrio nel Consiglio che si riunì per la prima volta il 31 marzo 1946 sedettero 3 donne: Pia Favalini eletta con 7.183 preferenze, Iolanda Lullini con 7.173, Renata Rivalta con 7.115. Tutte avevano fatto la Resistenza. Pia Favalini sarà eletta assessore supplente.
Molto tempo è passato dal quel primo importantissimo voto, non è passata l’emozione di essere in questo Consiglio, non è sopita la passione politica delle donne.
A quelle prime elette e alle generazioni future dobbiamo l’impegno affinchè le leggi, la prassi, l’agire politico garantiscano alle donne la piena possibilità di essere protagoniste nel lavoro, nella cultura, nella politica, nella società, perché un Paese chesostiene i pieni diritti per le donne è un paese in cui tutti vivono al meglio.