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La bella estate

Inizialmente pensavo di fare un video per raccontare tutte le emozioni di questa estate budriese, ma non l'ho organizzata da sola e onestamente - pur sapendo che ormai mediaticamente funziona così - non mi andava di concentrare l'attenzione sulla mia faccia, visto che siamo stati in tantissimi ad averci lavorato.

Quindi ve lo scrivo tutto :)


Debora Badiali



Che l'estate 2020 sia stata strana ce lo siamo detti in tutte le salse possibili. La pandemia , il lockdown e le azioni di contenimento e contrasto al Covid-19 hanno cambiato profondamente il nostro modo di stare nel mondo.

In parte è vero, è innegabile. In parte ripenso all'estate, agli eventi che abbiamo organizzato in pochissimo tempo e con grande serietà come volontari qui a Budrio, alle opportunità che abbiamo colto, alle sinergie e alle novità.


LA FESTA DE L'UNITÀ 


Il 2020 ci ha dato modo di ripensare ad alcuni appuntamenti ormai storici (penso alla Festa de l'Unità), decidendo di fare il possibile per tenerli, ma avendo la flessibilità mentale per provare di adattarli al contesto pandemico nel quale si sarebbero tenuti: una festa più piccola, in paese, con tortellini fatti a mano, in cucine certificate (questo da anni) e organizzando in modo certosino i turni per garantire la sicurezza dei volontari e di chi poi sarebbe venuto a mangiare al piazzale dell'ex lavatoio. Una festa più piccola, sicuramente più sottotono rispetto alla storica Festa de l'Unità di Mezzolara, nel bellissimo parco di Villa Rusconi. Una festa, quella all'ex lavatoio di Budrio, che però si è dimostrata perfetta: l'ho vista la gente - lo conosciamo tutti il modus operandi tipico del budriese medio che si affaccia in bici, pronto a partire, con quel classico mix di curiosità/titubanza/gossip da "sbaglieranno qualcosa" - venire a vedere come fosse gestita la festa e poi tornare serena e sicura anche nei giorni successivi.

Si è mangiato bene, in sicurezza, dando attenzione al tema ambientale scegliendo fornitori e materiali per eliminare il più possibile lo spreco di plastica, quando, a causa del Coronavirus, avremmo potuto far finta di niente. Si è dato anche un segnale di grande flessibilità: il partitone, fatto poi da volontari che nella vita di tutti i giorni fanno altro, è pronto a ripensare alcune formule per adattarsi ai tempi che corrono, pur continuando a considerare importanti alcuni momenti.



INTERE FRAZIONI


Il venir meno (per quest'anno) di una Festa de l'Unità di 21 giorni - senza contare il mese di montaggio prima e lo smontaggio poi - ha dato modo di concentrare testa e braccia all'organizzazione di altri appuntamenti. Budrio è le sue frazioni, diceva un programma elettorale che ancora mi rispecchia molto dal punto di vista dei progetti e delle necessità del territorio. Nasce così, dal desiderio di andare nelle frazioni e di organizzare un momento nuovo "Intere frazioni" fatto prima a Maddalena di Cazzano e poi a Prunaro. Serate molto semplici, realizzate anche grazie alla disponibilità dell'associazione Mulini a Vento e della Parrocchia di Prunaro.


La risposta è stata più che positiva.


Una cosa forse qui va detta: in questa estate molto particolare, ricca di agevolazioni "per fare cose", gli unici non esentati dal pagamento del suolo pubblico eravamo noi "partiti politici". E il suolo pubblico, badate bene, non è un costo irrisorio per mettere in piedi un evento. Anzi.

Le collaborazioni con alcune realtà del territorio, parrocchie e associazioni, ci hanno permesso di realizzare eventi in posti inediti ma anche di rendere questi appuntamenti sostenibili economicamente. Li ringrazio - penso a nome di tutti noi - per la fiducia e per la disponibilità.



L'ORA BLU


Dal mio punto di vista la manifestazione più bella e riuscita dell'estate. Una rassegna di 3 giorni, in un posto inedito - almeno per questi ultimi anni - l'Arena Sant'Agata.

Teatro, musica, danza. Una qualità altissima e un'atmosfera davvero suggestiva.


Abbiamo curato tutti gli eventi dell'estate in modo quasi maniacale, tra studio dei protocolli, comunicazione, attenzione ai dettagli di scena. Abbiamo anche sudato abbastanza e utilizzato quello che in gergo viene definito "olio di gomito" per sistemare l'Arena: tagliato l'erba (che arrivava oltre le ginocchia), raccolto rifiuti, cocci, vetri, pulito e lavato per terra, sanificato sedie..)


Lo ripeto di nuovo: tutto questo viene fatto da volontari.

Il successo dell'Ora Blu è stato straordinario, vedere le persone uscire soddisfatte a fine serata penso abbia ripagato di tutte le punture di zanzare prese nei pomeriggi di prove :)


In realtà la cosa che è emersa in modo netto è che è possibile fare spettacoli di qualità, coinvolgendo una comunità e creando belle esperienze. Luci, suoni, luoghi non sono elementi secondari alla resa di uno spettacolo, ma contribuiscono in modo decisivo all'esito della performance.


In questo caso abbiamo realizzato anche delle bellissime foto, ringrazio Andrea Badiali per il tempo, la pazienza e la qualità degli scatti.




UN'ARENA DA FAVOLA


Ci siamo accorti che tutti gli appuntamenti estivi sul territorio - TUTTI, non solo i nostri - parlavano agli adulti ma non ai bambini. Abbiamo accolto con favore la proposta del Teatrino dell'Es di realizzare una rassegna sulla scia dell'Ora Blu, ma a misura di bambino. A metà settembre abbiamo risistemato l'Arena, riportato le sedie e aperto le porte a una bellissima esperienza di tre giorni.


L'Ora Blu e l'Arena da Favola non si sarebbero potute fare senza la preziosa collaborazione e disponibilità della Parrocchia di Budrio che ci ha permesso di utilizzare l'Arena.


E poi c'è stata la presentazione del libro di Cinzia Venturoli "Storia di una bomba" a 40 anni dalla strage della Stazione di Bologna, anche in questo caso realizzata anche grazie alla disponibilità del Caffè Filopanti e poi c'è stato l'incontro di approfondimento sui temi del Referendum Costituzionale, fatto a fine agosto che è stato incredibilmente molto partecipato.


E poi la cura costante del Giardino 4 Stagioni che quest'estate ha visto alternarsi numerossissimi volontari armati di annaffiatoio e ha fatto crescere bellissime piante e fiori.


Sono stati molti gli appuntamenti pensati e organizzati per questa estate budriese. Non siamo stati gli unici a fare qualcosa, questo voglio che sia chiaro, ma non so in quanti altri posti nel mondo il gruppo di opposizione mette in campo così tante proposte - tutte tra loro collegate - a favore della comunità.


Ripenso a questi mesi, ora che siamo a cavallo tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, riguardo con un po' di oggettivo distacco le cose che abbiamo realizzato, la passione con la quale ciascuno di noi ha dedicato anche solo mezz'ora a questa "follia", nel pieno dell'incertezza generale e in un mondo che è sempre più individualista e votato al protagonismo accompagnato dal vuoto di idee e mi sento particolarmente fiera e grata di essere capitata in questo gruppo e di aver passato così l'estate.


La bella estate non è un titolo scelto a caso, è uno dei libri che preferisco di Cesare Pavese, per il quale, proprio nell'estate 2020 ricorreva il 70esimo dalla morte. In un altro suo libro, altrettanto famoso (forse di più) e bello, uscito pochi mesi prima del suicidio, scriveva "Un paese vuol dire non essere soli, sapere  che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti"

Mi piace chiudere così, con Lorenza Servetti che legge Fedora Servetti Donati durante il lockdown nel quale c'è anche la frase di Pavese, citata poco fa, e che proprio sabato, in quell'Arena che ci ha ospitato calorosamente durante l'estate ha presentato il libro dedicato a sua madre, accolta da tantissime persone e in piena sicurezza. In questo caso, la presentazione è stata organizzata dagli Amici delle Arti di Budrio.

La presentazione del libro di Lorenza Servetti sabato 19 settembre 2020

Tutto torna, tutto si collega. E non è semplice narrazione. È la linfa che ci permette di vivere e impegnarci nel presente, immaginandoci il futuro.


Grazie a tutti. Davvero.


Debora Badiali


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