Più spese del Comune e più tasse per i cittadini: ecco la salvaguardia 2019

A pochi mesi dal giro di boa di amministrazione Mazzanti, la salvaguardia presentata a fine luglio in Consiglio Comunale offre interessanti spunti di riflessione.

Prima di analizzarli, occorre fare una premessa: leggiamo e ascoltiamo molto spesso il Sindaco parlare del Bilancio e del lavoro che c’è dietro. Non possiamo negarlo e anzi, in sede di Consiglio Comunale, ci siamo complimentati con i dipendenti dell’ufficio affari economici e finanziari. Abbiamo però rilevato come questo sia l’unico ufficio che non ha subito “riorganizzazione” significativa del personale. Sarà un caso.
 
Torniamo però alla salvaguardia.
 
In alcuni commenti pubblici, rintracciabili online, troviamo il sindaco annunciare che “per la prima volta dopo lustri faremo una salvaguardia di bilancio senza manovre correttive“.
Basta però guardare i numeri per vedere che questa salvaguardia è una manovra correttiva per oltre 230.000€. Una manovra correttiva più che legittima, sia chiaro, ma non ci spieghiamo perché il Sindaco abbia necessità di dire cose pubblicamente che non corrispondono ai dati reali. Rileviamo poi come fu una manovra correttiva identica a quella del 2017 (400.000€) solo che allora parlò di 600.000€ e di buco di bilancio. Immaginiamo che oggi non userà più gli stessi toni e termini, noi almeno non lo faremo.
Lo vediamo poi spesso atteggiarsi da risanatore dei conti pubblici.
In effetti possiamo andargli dietro e parlare di risanamento, ma è fatto sulle tasche dei budriesi e non certo razionalizzando le spese.
Partiamo dall’aumento della pressione fiscale.
La pressione tributaria pro capite (neonati compresi) raggiunge i 508 euro e questo calcolando l’addizionale Irpef sull’effettivo riscosso, altrimenti il dato salirebbe a 526 euro. Visto che piacciono i paragoni con il passato, ci teniamo qui a ricordare che fino al 2016 la pressione tributaria era di 421 euro pro capite.

Insomma, l’amministrazione Mazzanti ha aumentato la pressione tributaria di un qualcosa che sta tra gli 87 e i 105€ a persona.

Lo consideriamo un bel fallimento per chi affermava di voler togliere la tassa sui passi carrai e si scagliava contro una tassazione locale insostenibile. Era strumentale allora forse?
Mentre la pressione tributaria sale a livelli mai visti prima, da mesi il Sindaco usa gli accantonamenti per la liquidazione della Step come scusa per qualsiasi cosa.
Dice che razionalizza le spese, che rinuncia a qualche taglio di erba e che deve chiudere qualche buca in meno nelle strade. Falso!
Basta prendere le somme impegnate nei vari capitoli di spesa per vedere come l’amministrazione Mazzanti – nonostante l’accantonamento Step – nel 2019 ha già impegnato spese per 430.000€ in più rispetto al rendiconto 2017.
Questo accade perché, molto semplicemente, rispetto al 2017 oggi il Comune di Budrio incasserà circa un milione in più di tasse e, tolto l’accantonamento Step, restano “magicamente” 400.000€ in più da spendere.
Risulta evidente che il Sindaco non abbia mosso un dito per ridurre le spese e per garantire il livello di servizi a cui siamo abituati stia spendendo di più. Anzi, ricordiamo che il Teatro chiuso, la chiusura degli uffici al sabato e l’eliminazione del Prontobus sono servizi in meno, che vengono tolti dai costi previsti in bilancio.
 
Dimostrato quindi come il Comune di Budrio non stia raschiando il barile, ci chiediamo con quali progettualità si stia amministrando, quali priorità, ma anche quali interventi concreti per i cittadini siano stati messi in campo.
E poi vorremmo chiedere di smettere di piangere miseria, quando il bilancio del nostro Ente è sì complesso e difficile, ma è nella norma. Soprattutto consente di fare cose per Budrio e per la sua comunità
 
 
PS: è evidente che i numeri presentati qui, sono frutto dei documenti forniti dal Comune di Budrio per il voto sulla salvaguardia e che quindi potrebbero cambiare da qui al rendiconto.