Quale programmazione per Budrio

Mercoledì 15 aprile l’amministrazione di Budrio ha convocato il Consiglio Comunale per far approvare il documento unico di programmazione (DUP) e il bilancio previsionale 2020.

Di norma la data ultimissima per approvare questi atti è fine marzo, ma vista l’emergenza coronavirus, il governo ha prorogato questo termine, fissandolo per luglio. Noi siamo stati chiamati a votare ieri, con documenti passati dalla Giunta prima della pandemia (18 febbraio) e che verranno modificati successivamente. Non sappiamo come e quando, ma è evidente che non saranno “in meglio” per Budrio, visto il contesto economico, sociale e culturale nel quale saranno calati. Essendo stati chiamati però a votare ieri sera, su documenti di febbraio – che sarebbero stati “la volontà della maggioranza” se non ci fosse stato il Coronavirus – abbiamo comunque espresso il nostro parere in merito, come sempre argomentando. Trovate il discorso qui sotto.
E’ evidente che questa nota di aggiornamento del DUP arriva al Consiglio in un contesto decisamente anomalo, tale per cui qualsiasi pianificazione dovrà poi confrontarsi con incognite come l’estensione temporale del lockdown e l’entità delle inevitabili conseguenze economiche, sociali e culturali che ne deriveranno e che ad oggi sono difficilmente misurabili.
La Giunta approvò questo documento lo scorso 18 Febbraio, in giorni nei quali il pur già dichiarato stato di emergenza sanitaria non lasciava presagire la gravità degli accadimenti che poi si sono susseguiti. E’ quindi evidente che le valutazioni che ci accingiamo ad esprimere sono attinenti ad una nota di aggiornamento che già oggi è superata dagli eventi e che necessiterà di una prossima rivisitazione.
D’altra parte, se è vero che il Covid-19 inciderà profondamente sulle capacità di pianificazione dell’Ente, é anche vero che questa amministrazione ha già alle spalle 30 mesi di attività, e se osserviamo questa prima metà di mandato allora abbiamo già davanti esempi e modi di amministrare, a nostro avviso non positivo per Budrio per il presente e lo sviluppo del domani.
 
A questo giudizio, che è politico e pertanto opinabile, vogliamo aggiungere alcune considerazioni nel merito di questa nota di aggiornamento. Gli strumenti di programmazione dei Comuni sono sostanzialmente il DUP, il PEG ed il bilancio previsionale. L’insieme di questi documenti fornisce le risposte a tre basilari domande: cosa vuole fare l’ente, come e con quali mezzi intende realizzare quelle cose ed in quali tempi. Le risposte a queste domande, ottenibili dalla lettura combinata di DUP, PEG e bilancio devono essere coerenti con le previsioni in essi contenuti.
 
Sotto questo aspetto non possiamo ritenerci soddisfatti di una risposta ottenuta in commissione, quando abbiamo chiesto lumi sulla realizzazione di nuovi impianti sportivi, indicati dal sindaco nella nuova palestra delle scuole medie, in assenza di un relativo stanziamento di bilancio. Pur nel massimo rispetto di chi ha fornito quella risposta, vogliamo ricordare che il principio contabile della programmazione di cui all’allegato 4/1 al Dlgs 118/2011 prescrive l’individuazione delle risorse necessarie alla realizzazione degli obiettivi contenuti nel DUP. Quindi, al di là di quelle che possono essere buone intenzioni, oggi il sindaco sta raccontando col DUP che realizzerà una nuova palestra, senza però avere a bilancio un solo euro stanziato e senza un PEG che coordini l’obiettivo con le necessarie dotazioni di risorse e con le responsabilità correlate.
Parliamo di un’opera che dovrebbe costare 2.250.000 euro, per la quale il Comune ha fatto richiesta di un finanziamento di 2 milioni. Nella graduatoria dei progetti ammessi la domanda ha ottenuto un punteggio bassissimo, tanto che si è posizionata al quarantanovesimo posto su cinquantadue. E quindi, la palestra delle medie non è tanto un obiettivo operativo del DUP quanto una bella chimera.
Al di là di questo, che vogliamo considerare un episodio, siamo davanti ad un documento che ci mette di fronte ad una realtà abbastanza impietosa, fatta di ritardi, di temporeggiamenti, di obiettivi falliti o rimandati nel tempo o portati a compimento in modo raffazzonato, di iniziative rimaste parcheggiate in un limbo operativo senza alcuna apparente buona ragione.
 
Tra gli obiettivi falliti possiamo senz’altro annoverare quello che inizialmente fu indicato come una riduzione di tasse e tariffe, poi trasformato in una revisione. In realtà le tasse e le tariffe sono state aumentate, come noto. E questo obiettivo non solo é stato fallito, ma addirittura tradito, perché nei primi DUP era scritto che le tasse sarebbero state ridotte a condizione che la lotta all’evasione avesse dato buoni risultati. Ebbene, dopo due anni di recuperi record di imposte pregresse, non solo le tasse non sono state abbassate, ma è accaduto l’esatto contrario: sono state aumentate.
 
Qualcosa di simile è accaduto con l’indebitamento, dove si é passati dall’obiettivo di allentare la tensione finanziaria a quello di gestirla, una piccola sfumatura semantica al servizio del fatto che il sindaco, dopo aver passato 8 anni a stigmatizzare l’eccessivo livello di indebitamento oggi si appresta ad accendere nuovi mutui (cosa che può fare dal 2018, dopo che dal 2012 il livello di indebitamento è sceso costantemente ndr).
 
Poi ci sono alcuni obiettivi realizzati, ma con risultati tutt’altro che entusiasmanti: il comitato di redazione del notiziario comunale si è rivelato essere una bolla di sapone, perché già due mesi dopo la sua costituzione non esisteva più un notiziario comunale tale da giustificarne l’esistenza, essendo stati offerti, se non regalati, a Sotto Quirico tutti quei contenuti che avrebbero dovuto essere coordinati dal comitato stesso. Anche il lavoro svolto sulle consulte, a nostro giudizio, non ha prodotto alcunché di buono o di innovativo. Si è fatto un Regolalmento di funzionamento delle Consulte, ma non si è mai lavorato con le frazioni (o anche solo per le frazioni).
 
Quanto agli obiettivi in ritardo sulla tabella di marcia, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ad esempio il bilancio partecipato, presente sin dal primo DUP di questa amministrazione: siamo al terzo bilancio previsionale e ancora non è stato fatto nulla. Restano quindi solo due bilanci previsionali per avviare e realizzare questo punto : comunque vada, non sarà un gran risultato.
 
L’elenco degli obiettivi rinviati è lungo: il monitoraggio delle convenzioni ed il nuovo regolamento per la concessione di contributi alle associazioni, entrambi obiettivi previsti per il 2019, sono slittati al 2020. Rinviata anche l’approvazione del regolamento per il referendum (per il cui testo finale cui il gruppo Budrio Più ha contribuito in modo consistente) prevista entro Dicembre scorso. Idem per il progetto di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale e per la revisione del regolamento e della carta dei servizi educativi per la prima infanzia. Altro obiettivo presente sin dal primo DUP è il miglioramento della segnaletica toponomastica e turistica : siamo a metà mandato, e ancora non è stato fatto nulla. Verrebbe da chiedere: è stata fatta almeno la mappatura e la verifica della segnaletica da sostituire? O per questo obiettivo siamo ancora all’anno zero?
 
Poi ci sono obiettivi che sembrano essere entrati in un limbo: il nuovo albo degli assistenti civici, il riallestimento della pinacoteca, i macro eventi legati allo sport previsti nel PEG 2019.
 
Per altri obiettivi, osserviamo una vistosa carenza di informazioni: il monitoraggio continuo sull’ospedale si sta attuando? In che modo? Il potenziamento del pronto soccorso nelle ore notturne è stato perseguito? Con quali risultati? La quota percentuale dei ricavi che Sfera ottiene con la nostra farmacia è stata ridefinita? Come e quando? Il processo di liquidazione della Step, che ad un certo punto fu previsto terminare nel 2019, a che punto è? E i lavori sulla scala della palestra delle scuole medie?
 
Infine, gli obiettivi abbandonati o persi per strada: l’ampliamento del cimitero della Pieve, il progetto di co-housing per anziani autonomi, il progetto di sostegno per la fragilità adulta, quello per l’integrazione di adulti stranieri, l’adesione al Piano Aria Integrato Regionale, lo studio di un piano di efficientamento del patrimonio comunale, la revisione del sito istituzionale, la guida per la realizzazione degli eventi, che pure non si capiva bene a cosa e a chi potesse servire.
 
L’ultima osservazione riguarda lo sviluppo urbanistico, laddove l’amministrazione di Mazzanti si è data come obiettivo “il miglioramento degli spazi urbani allo scopo di creare un’immagine dell’abitato più coordinata dal punto di vista estetico“. Ci sia permesso dire che la realizzazione di strutture di 11 piani in via Zenzalino Sud e di insediamenti con palazzi di 5 piani in via Albareda Mura ci sembrano scelte non solo in totale contrasto con quell’obiettivo, ma che addirittura finiranno col creare una forte disarmonia a discapito del paesaggio esistente, sin qui connotato da un aspetto armonioso e caratteristico.