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Tutto cominciò con un Modì: Shife e l'arte sui muri di Budrio

C’è chi ha scoperto un gatto, chi una farfalla, chi un cane alla finestra o una colomba.

Per me tutto cominciò con un Modì.

Amedeo Modigliani sui muri di Budrio

Sulle vecchie mura del campo sportivo o nella casina dell’elettricità, nei pressi della ferrovia.

Un Modì. Che molti scambiavano per Chaplin, altri per Belushi, qualcuno per un Caravaggio moderno. E invece no.

Un Modì. Amedeo Modigliani. Fonte di ispirazione o artista prediletto, chissà.

Poi comparirono i gattini. Ovunque. Dalla zona industriale, ai cartelli delle pubblicità, alle finestre murate, ai pali della luce, alle cassette dei contatori.

Tutto ciò che era brutto o comunque facente parte di un arredo urbano scontato, senza carattere e vagamente abbandonato è stato trasformato da animali fantastici, scoiattoli, dalmata, note musicali, Ian Anderson, farfalle.

Ciò che era brutto o trascurato ora non lo è più. E questo è ciò che dona l’arte. Nello specifico, questo è ciò che ha donato Shife a Budrio.

Una stella in un panorama decadente. Un raggio di luce in una situazione sconsolante.

Quando passi per strada e li vedi (anzi, spesso li cerchi), hai la confortante sensazione che sì, qualcosa di bello è rimasto nel mondo e che sì, le cose andranno meglio.


Ma chi Shife?

Artista di origine padovana, si è trasferito a Budrio da qualche anno e vive qui con la sua famiglia.

È uno street artist? Lo potremmo definire così, in effetti.

È di certo un artista che con grande amore sta abbellendo vari punti della nostra cittadina, addolcendo scorci nascosti e incuriosendo grandi e piccoli.


Come scrisse Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo.

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