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Lo stato di attuazione del programma di Mazzanti

Aggiornato il: apr 30

Nel Consiglio Comunale del 29 aprile il sindaco ha relazionato sullo stato di attuazione del suo programma di mandato.

Uno dei pochi momenti del mandato in cui si è concentrato sulla sua attività e non su "quelli di prima". Surreale, davvero. Ovviamente, la relazione sullo stato di attuazione del programma è un atto obbligatorio, non un momento di trasparenza e rendiconto inventato dai civici.


Qualche giorno fa il sindaco Mazzanti sulla sua pagina facebook ha iniziato a pontificare sulle elezioni del capoluogo bolognese dicendo che i programmi non devono contenere promesse ma bisogna avere le “pagine dei fogli del come” (scritto proprio così).

Proponiamo ora un piccolo elenco delle cose che mancano a Budrio. Non in generale, ma sono proprio le cose che Mazzanti ha promesso di fare, mettendole nero su bianco nel suo programma elettorale e in quel famoso elenco di 40 punti per Budrio.

  • scrisse che avrebbe assicurato alle associazioni, attraverso il notiziario comunale, una cassa di risonanza democratica: quello che ha poi fatto, nella realtà, è stato prendere la parte più appetibile del notiziario comunale e consegnarla, per non dire regalarla, alla Pro loco;

  • scrisse che avrebbe dato risalto alle aziende agricole budriesi: per le aziende agricole budriesi non ha fatto nulla;

  • scrisse che avrebbe attirato nuove attività produttive per favorire l’occupazione: non solo non si sono viste nuove attività produttive, ma non è stato fatto un bel niente per attirarle;

  • scrisse che avrebbe incentivato l’apertura di attività commerciali, nel capoluogo nelle frazioni. Mazzanti forse non lo sa, ma a fine 2019 (quindi prima del Covid), Budrio era 52esima (su 55) come tasso di crescita nelle attività economiche, addirittura con un tasso negativo. 2019: saldo negativo di 27 imprese (124 cessazioni e 97 nuove aperture). Nel periodo tra 2017 e 2019, il saldo negativo della gestione Mazzanti è di 77 aziende perse. Nel 2017 "quelli di prima" avevano lasciato una Budrio con 1.764 aziende. A fine 2019 erano 1.697: 77 imprese in meno. Non sarà colpa di Mazzanti, ma qualcuno ha visto l'amministrazione preoccupata o preoccuparsi del problema?

  • scrisse che avrebbe abbassato i costi di refezione scolastica, trasporto scolastico e pre/post scuola; non lo ha fatto;

  • scrisse che avrebbe dato alle frazioni strumenti per favorire il loro sviluppo in armonia con l’intero territorio comunale; naturalmente non lo ha fatto e nelle frazioni sono in molti ad chiedersi quali fossero gli strumenti che aveva in mente;

  • scrisse che avrebbe elaborato un piano per gestire direttamente la raccolta del riciclato valorizzabile, trasformando questo servizio in un guadagno per il Comune e quindi in un minor costo per la collettività; un proposito che dev’essere morto il giorno dopo in cui è stato eletto, visto che in quattro anni non ne ha nemmeno mai parlato;

  • scrisse che occorreva dare un senso alla “Casa della salute”, in quanto non era altro - citiamo il sindaco - che un contenitore vuoto, costoso e inadatto alle aspettative dei cittadini; è forse annegato nel tratto di mare che sta tra il “dire" e il “fare"?

  • scrisse che avrebbe valorizzato capacità ed esperienza degli anziani, istituendo una banca del tempo. Il tempo è passato, ma la banca dov’è?

  • scrisse che avrebbe dato alle coppie impegnate con il lavoro la possibilità di far seguire i propri figli in orari non coperti dalle attività scolastiche o sportive; peccato che non lo abbia fatto, perché viste le prolungate chiusure delle scuole questa idea avrebbe potuto rivelarsi molto utile;

  • scrisse che avrebbe individuato progetti e soluzioni per accompagnare le famiglie nelle fasi della loro formazione, dalla gravidanza alla nascita dei figli, con programmi accessibili a tutti e non solo per le fasce più fragili; dove siano quei progetti e quelle soluzioni nessuno lo sa;

  • scrisse che avrebbe riorganizzato la viabilità del capoluogo: non ha toccato palla;

  • scrisse che avrebbe implementato i parcheggi: non lo ha fatto;

  • scrisse che avrebbe potenziato il pronto soccorso nelle ore notturne: forse non ha battuto abbastanza i pugni sul tavolo dell’ASL;

  • scrisse che avrebbe dedicato maggior cura nella pulizia del territorio e delle aree verdi; ha fatto l’esatto contrario e chiunque lo può vedere;

  • scrisse che avrebbe abbattuto le barriere architettoniche; tutto sparito dai radar;

  • scrisse che avrebbe creato un piano condiviso per il commercio; questo obiettivo è presente già nel primo DUP di questa amministrazione; speriamo non faccia la fine del bilancio partecipato, rimasto nel DUP per 4 esercizi e poi cancellato con un tratto di penna per questo ultimo anno;

  • scrisse che avrebbe realizzato una nuova palestra per le scuole medie; obiettivo già oggi fallito. Bene che le vada, riuscirà a ottenere i fondi per realizzarla col bando sulle rigenerazioni urbane, cosa che auguriamo di cuore ai budriesi;

  • scrisse che avrebbe digitalizzato completamente capoluogo e frazioni; i problemi che c’erano nel 2017 sono ancora tutti lì;

  • scrisse che avrebbe eliminato il contributo volontario scolastico ; non lo ha eliminato.

Certo, è tutto comprensibile: l’entusiasmo e soprattutto l’inesperienza possono portare a elaborare programmi elettorali fantasiosi, ottimistici e “appetitosi”. Poi arriva, inevitabilmente, il momento della verità e il momento della disillusione, che poi è quello che è toccato ai suoi elettori.


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