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Qualcuno a Budrio ha preannunciato l'esito di un avviso pubblico ancora in corso.

Aggiornato il: 19 dic 2019

Abbiamo segnalato al Comune di Budrio un episodio che, a nostro avviso, pone seri dubbi sull’applicazione dei principi di imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e pubblicità imparzialità ai quali deve attenersi ogni Ente pubblico.

Su un periodico locale alcune associazioni hanno ringraziato il sindaco per aver destinato locali del Comune alle loro attività. Peccato che quando tale periodico è stato distribuito nelle buchette della posta dei budriesi, l’avviso pubblico teso a raccogliere manifestazioni di interesse da parte delle associazioni non era ancora stato emanato.

Come facevano, quindi, queste associazioni a sapere in anticipo che quei locali erano destinati a loro?


I FATTI

il 12 Dicembre il Comune pubblica sul sito istituzionale l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse finalizzata alla concessione degli spazi comunali siti in via Martiri Antifascisti 85, precisando l’intenzione di adibirli a sede di “associazioni attive sul territorio comunale con finalità di attività socio assistenziale a favore della collettività”.

Più di una settimana prima, sul periodico “Sotto Quirico" (edito dalla Pro Loco di Budrio) , a pagina 21 compare un articolo a firma della Protezione Civile, di cui riportiamo testualmente questo passaggio:

In questi giorni l’Amministrazione comunale sta formalizzando la riorganizzazione degli spazi interni alla palazzina di Via Martiri Antifascisti n.85. Con il recente trasferimento della Scuola dell’Infanzia in via Partengo n.62, si sono liberati gli spazi del piano superiore che è stato destinato al C.O.E.R. – Protezione civile, alla Croce del Soccorso ed agli Autieri. Di fatto l’Amministrazione ha costituito un polo logistico-emergenziale per fornire una risposta qualificata alle esigenze della Comunità".



Risulta evidente che chi ha rilasciato quelle dichiarazioni non solo si è dimostrato a conoscenza di qualcosa che sarebbe stato pubblicamente noto solo molti giorni dopo, ma addirittura ha anticipato l’esito dell’avviso pubblico tuttora in essere, dando per certa la destinazione a Coer e “Croce del Soccorso” dei locali offerti in concessione dal Comune attraverso l’avviso pubblico.


Ci chiediamo quindi chi possa avere fornito garanzie preventive alle associazioni circa l’esito di un avviso pubblico non ancora emesso, rassicurandole a tal punto che le stesse associazioni si sono sentite in dovere di prodursi in pubblici ringraziamenti.


Siamo molto preoccupati da segnali come questo, in evidente conflitto coi principi di imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e pubblicità fissati nel Codice dei Contratti. Sono segnali che, una volta intercettati, producono quantomeno due sgradevoli conseguenze:

  1. la prima, di ordine pratico, consiste nell’effetto che può produrre nei soggetti diversi da Coer e Croce del Soccorso potenzialmente interessati a manifestare il proprio interesse per i locali. Chi mai parteciperebbe ad una “gara” sapendo che chi dovrà poi valutare le proposte pervenute avrebbe già destinato i locali a precise associazioni già identificate?

  2. Il secondo riguarda la fiducia nella Istituzione del Comune, che da episodi come questo rischia di venire minata nelle sue fondamenta: chi crea precedenti tali da lasciar pensare ai cittadini che l’Ente pratica favoritismi, si assume la sciagurata responsabilità di insinuare il dubbio che quegli stessi favoritismi possano essere applicati in molte altre circostanze.

Detto questo, abbiamo chiesto agli uffici comunali urgenti chiarimenti sulla procedura adottata, anche in relazione alle dichiarazioni apparse su “Sotto Quirico”, perché dagli elementi fattuali sembra emergere una volontà precostituita, tesa a concedere i locali non osservando i principi di imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e pubblicità fissati nel Codice dei Contratti.

Gli avvisi pubblici per manifestazioni di interesse sono cose serie e non possono essere usati come tristi teatrini o come l’alibi precostituito per poter affermare, il giorno dopo l’aggiudicazione, di aver adottato una procedura pubblica e trasparente.


Dopo la nostra segnalazione, mercoledì 18 dicembre il Comune di Budrio ha revocato in autotutela l'avviso pubblico

Si legge nella determina:


è stata compiuta una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario che ha portato a giudicare necessaria la rivalutazione di talune condizioni di affidamento, in particolare con riferimento alla tempistica ed ai criteri di selezione


Clicca qui per leggere la determina di revoca


Ci dispiace, ma non ci sorprende, la giustificazione del sindaco che non si assume la responsabilità, anzi, scarica la sulle associazioni, definendo infondato quanto scritto.

Talmente infondato però, che l'Ente ha revocato l'avviso pubblico.


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