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Mazzanti, un editoriale di bufale. Il nostro fact checking

In questi primi giorni di febbraio viene distribuito nelle case dei budriesi il notiziario comunale. Si apre con un editoriale "di pregio" del sindaco Mazzanti.



Partiamo dal titolo: "Un 2020 carico di novità per Budrio".

Abbiamo pensato "dai che finalmente esce qualcosa di interessante, dopo due anni e mezzo il sindaco svela e concretizza qualcuno dei 40 progetti con cui si era candidato nel 2017".

Basta leggere l'articolo per accorgersi che non si parla del 2020, ma è una sorta di micro bilancio amministrativo, dal punto di vista personalissimo del sindaco, di questi due anni e mezzo. Quindi la carica di novità non la leggiamo in questo editoriale. Ma andiamo avanti!


LO SMANTELLAMENTO DELLA MACCHINA COMUNALE

Il sindaco presenta come punto di pregio di questi due anni e mezzo di mandato, la riorganizzazione della macchina comunale. Ne fa proprio un punto di vanto visto che è un elemento ricorrente da due anni a questa parte.

A Budrio in questi due anni e mezzo abbiamo avuto la più alta mobilità in uscita di dipendenti comunali (detta più semplice: dipendenti che chiedono di andare a lavorare in altri enti pubblici qui attorno), abbiamo uffici completamente smembrati (pensiamo alla cultura)e altri nei quali non si è adeguatamente programmata la sostituzione di elementi chiave (pensiamo ai tributi). E comunque basta leggere i documenti di programmazione dell'ente per toccare con mano che da quasi tutti gli uffici vengono segnalate situazioni critiche, al punto di rendere molto difficile il raggiungimento di quegli obiettivi che la stessa amministrazione si è data.


LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO


I sindaco afferma di aver fatto "una importante ristrutturazione del debito" e di "averlo ridotto del 30%".

Vediamo nel dettaglio perché non è così:

  1. non ha fatto alcuna azione di ristrutturazione del debito, che é rimasto strutturato esattamente come lo aveva trovato quando vinse le elezioni, con l'unica (piccola) differenza di una mini-rinegoziazione di alcuni mutui fatta a settembre 2017 più che altro per generare 200mila euro di risparmio in parte corrente, necessari per chiudere il bilancio in equilibrio.

  2. Mazzanti si é trovato nel 2017 con 14 milioni di mutui, tra Comune e Step, e rate annuali da pagare nell'ordine del milione di euro. Quindi, non ha fatto proprio nulla di particolare, se non pagare le rate che erano in scadenza. Aggiungiamo un dato: quest'anno è prevista l’estinzione anticipata dei mutui della Step, e questo farà diminuire il debito di altri 1,5 milioni, ma é noto a tutti che lui quei mutui li estinguerà coi soldi ottenuti dalla vendita delle azioni Hera, non certo con soldi risparmiati o con tagli alle spese.

  3. Mentre il sindaco scrive di riduzione del debito, omette di dire che nel piano triennale delle opere pubbliche ha già programmato di fare nuovo debito nel 2020 con 500mila euro di nuovi mutui (cosa tra l'altro che avrebbe potuto fare già dal 2018 e per il doppio della cifra).


IL SISTEMA MISTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Il sindaco afferma tronfio che il nuovo sistema di raccolta differenziata da lui introdotto a luglio ha portato "un aumento dei punti percentuali di differenziata e il grado di purezza di rifiuto è rimasto pressoché inalterato".

Nessun accenno, da parte sua, al fatto che è aumentato considerevolmente il monte rifiuti (cioè i rifiuti prodotti dai cittadini), quando uno degli obiettivi di Effetto Budrio era la sua riduzione. Stendiamo poi un velo pietoso circa la purezza del rifiuto differenziato: basta farsi un giro per Budrio per vedere come i rifiuti vengano conferiti malamente, con cassonetti che contengono ogni genere di materiale.


Come consiglieri comunali abbiamo chiesto di ricevere i dati che Hera fornisce al Comune. Speriamo che oltre ad autocelebrarsi, il sindaco abbia in mente di attivare alcuni progetti seri di sensibilizzazione ed educazione sul tema ambiente e sostenibilità.


TEATRO E CULTURA


Ci viene detto che verranno "affidati i lavori in Primavera e che sarà riaperto a fine anno".

Chiudere il Teatro - in questo modo improvviso - ha significato creare deliberatamente una frattura nella comunità. Una frattura evitabile visto che i lavori necessari (stando a quello che scrive il sindaco) verranno fatti in due mesi. A novembre l’amministrazione dice che il Teatro aprirà. Con quale formula? Con quale programmazione? Con che tipo di gestione visto che ormai il settore cultura-teatro è stato scientemente smantellato e depotenziato di dipendenti e professionalità?


Secondo noi, la scelta di chiudere il Teatro è stato un enorme errore amministrativo e politico per tre motivi:

  1. esistono le deroghe, grazie alle quali si apre un percorso burocratico per arrivare poi ai lavori, senza interrompere un’attività culturale

  2. abbiamo esempi di Teatri nella nostra stessa Regione che hanno programmato la chiusura, arrivando a fine stagione e fornendo ai cittadini prospetti chiari e lineari di come sarebbero andate le cose

  3. Si è puntato al sensazionalismo della chiusura improvvisa, facendo finta di non sapere nulla della situazione e decidendo nei mesi precedenti di non partecipare a bandi regionali. Le carte però certificano che la situazione del Teatro era controllata e conosciuta dal Comune. Per cui Mazzanti o ha finto di non sapere o per due anni non si è preoccupato “dello stato di salute” degli edifici comunali di cui è responsabile.

Viene scritto che la priorità è la messa in sicurezza degli edifici. Obiettivo nobile, perseguito anche da chi c'era prima (infatti Mazzanti per quel che riguarda le scuole ora deve solo rinnovare i certificati prevenzione incendi, perché i 12 edifici sono stati tutti messi a norma da chi lo ha preceduto, così come la biblioteca). Ma dopo che sono stati dotati di questa documentazione - grazie a un finanziamento a pioggia arrivato dal Governo nazionale lo scorso anno - quali politiche culturali portiamo avanti?

Abbiamo luoghi chiusi, una vita di comunità spenta.


Basta passare davanti alle Torri dell'Acqua per vedere anche solo in che stato versa la vasca che circonda l'edificio: vaschette di alluminio, bottiglie, cartoni di pizza. Un luogo abbandonato, purtroppo, porta disaffezione verso quel bene, porta incuria.

Basta passare davanti all'Auditorium per vedere che l'unico manifesto che segnala attività programmate appeso in bacheca è relativo alla stagione teatrale del 2018. All'interno invece troviamo poca pulizia e sedie rotte.


Ci sarebbe da fare un discorso importante sui musei così come su altri temi cruciali per la comunità (sport, sociale, frazioni..), ma essendo un fact-checking sulle cose scritte da Mazzanti, rimandiamo i temi, dato che lui in questo editoriale non ne parla.


CHIUSURA PASSAGGI A LIVELLO

Il sindaco dice che ha cominciato un "percorso insieme a Regione, FER, cittadini e agricoltori per il superamento di un accordo del 2009 che prevedeva la chiusura dei passaggi a livello".


Partiamo dalla fine : il vecchio accordo prevedeva la chiusura di 3 passaggi a livello, uno dei quali già chiuso molti anni fa (via Mauro), uno da chiudere (via del Moro) e uno la cui chiusura era subordinata al concretizzarsi di condizioni che non si sono mai verificate (via Zenzalino Sud). Sarebbe quindi bastato chiudere un passaggio a livello (via del Moro), mentre ora a causa delle decisioni prese da Mazzanti i passaggi a livello da chiudere saranno quattro. Il coinvolgimento di cittadini e agricoltori è stato postumo, cioè è arrivato dopo che il sindaco aveva già definito con Fer e Regione i passaggi a livello da chiudere, le tempistiche e le opere di compensazione.

Speriamo che dal confronto successivo, si arrivi a individuare una soluzione che garantisca una buona qualità della vita per i residenti di via Viazza/Vedrana e per chi vive in via Pianella.

Clicca qui per leggere il nostro approfondimento sul tema chiusura passaggi a livello, con i materiali approvati.


Il sindaco finisce dicendo che il 2020 è iniziato da poco ma si presenta carico di iniziative e di novità. Sarà sicuramente una fine strategia di comunicazione quella di non dire quali siano. In ogni caso una cosa positiva c'è: siamo ormai oltre la metà del suo mandato.

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