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Fact checking dichiarazioni di Capitani e Mazzanti sullo sport

Ieri abbiamo ricostruito la genesi della mozione sullo sport presentata dal gruppo misto e da Budrio Più nel Consiglio Comunale del 30 luglio. Puntuali come le zanzare a Budrio in agosto, sono comparse sul web alcune dichiarazioni del Vicesindaco Capitani e del Sindaco Mazzanti volte più a difendere il loro operato che a entrare nel tema in modo costruttuvo.


Abbiamo iniziato l'opera di fact checking già nell' articolo di ieri , ma alla luce delle nuove dichiarazioni eccone un altro. Diciamo il capitolo 2, speriamo conclusivo, perché poi ci piacerebbe leggere qualche proposta dell'amministrazione, visto che, stando a quello che afferma "già ci stava lavorando".


Capitani afferma:


"è bello vedere che c’è chi pensa allo sport Budriese, cosa che stavamo già facendo, come abbiamo dimostrato quando abbiamo pensato ai centri estivi con una gestione coordinata assieme alle realtà del territorio, stanziando oltre 200mila € per là realizzazioni dei campi estivi, tutto questo con un duplice scopo: permettere alle famiglie di accedere ad un servizio a prezzo equo e allo stesso tempo sostenendo le realtà del territorio che, diversante, probabilmente non avrebbero potuto offrire il servizio in questo anno di covid."

Il vicesindaco dovrebbe fare uno sforzo per capire che se lui scrive un’affermazione del genere, poi chi legge immagina che

  1. il Comune abbia preso 200mila euro dal bilancio

  2. li abbia dati alle società sportive.


Un modo di fare dichiarazioni sicuramente irresponsabile, perché non corrisponde al vero ma soprattutto perché induce a considerazioni sbagliate. A inizio anno, per i campi estivi il Comune aveva stanziato 48mila euro. Poi, l’8 Giugno, la Giunta decide di intervenire aggiungendo 151mila euro (presi dagli aiuti statali) e prevedendo di spendere il totale in questo modo:

  • 28mila per insegnanti di sostegno, messi a disposizione dal Comune

  • 38mila per i pasti e la loro somministrazione

  • 151mila per il concorso alla copertura dei costi delle rette

Dopo appena tre giorni, si accorgono di avere sbagliato i conti, e i 151mila diventano 132mila.

Nel frattempo, lo Stato ha proceduto col riparto di fondi da destinare ai Comuni proprio per sostenere i centri estivi e a Budrio arriverà uno specifico contributo di 42mila euro, “gratis et amore dei“.

Per farla breve: i fondi destinati dal Comune ai centri estivi, tolti i 48mila euro stanziati nel previsionale, non sono altro che fondi arrivati dallo Stato, che in parte potevano essere destinati ad altre spese (i 132mila euro) e in parte dovevano essere spesi per i centri estivi (i 42mila euro).


Peraltro, queste cifre creano un’illusione ottica, perché tutti sappiamo che la partecipazione ai centri estivi è stata significativamente scarsa, e quindi quando arriveremo alla conclusione dei centri estivi il Comune avrà speso molto, molto meno di quello che temeva di dover spendere.


E’ comunque curioso come il Vice cerchi di sviare l’attenzione: si parla di sport, e lui sposta il discorso sui centri estivi.

Capitani afferma:


"stavamo già pensando ad un intervento a favore delle realtà associative che operano nel settore sportivo ma, quando le cose si pensano, come è successo per i centri estivi, non serve fare gran caos... meglio parlare delle cose quando queste prendono una forma e hanno un nome e un cognome"


Lo abbiamo sentito dire da troppe persone, questo “ci stavamo già pensando“. Il sindaco, il capogruppo, il consigliere con la delega allo sport e ora anche il vicesindaco. Una frase che potrebbe essere utilizzata in qualsiasi circostanza, sia quando fosse vera che quando fosse falsa, perché naturalmente nessuno ha il potere di leggere la mente degli altri, ragion per cui può essere vero che ci stessero pensando così come può essere vero che non ci pensassero affatto. Quindi?

Un’amministrazione parla attraverso gli atti ed i documenti programmatici, ed in essi non vi è traccia di un benché minimo progetto in questo senso, né vi è traccia di qualcosa del genere in nessuna comunicazione o post o intervista o intervento in Consiglio da parte della maggioranza. Anzi, è vero il contrario: nei primi tre anni l’amministrazione ha penalizzato le società sportive, aumentando le tariffe degli impianti. Come pensano di essere credibili, dunque, quando oggi dicono che “stavano pensando” di aiutarle?

Capitani afferma:


"ritengo sia corretto e giusto partecipare e sostenere le realtà associative del nostro territorio, ma ritengo sia altrettanto importante è giusto sostenere le famiglie che parallelamente, in molti casi si trovano ad affrontare momenti di difficoltà"


E’ giustissimo aiutare, nei limiti del possibile, sia le famiglie che le associazioni sportive, certo. Per aiutare le famiglie ci sono fondi e provvedimenti appositi, e questo l’amministrazione lo sa, non fosse altro che per il fatto che grazie allo Stato ha potuto distribuire 97mila euro di buoni spesa e, sempre grazie allo Stato, ha ricevuto 950mila euro che potrà destinare alle iniziative consentite dalle norme che riterrà più opportune.


Ci sarebbe molto da discutere sul modo in cui loro aiutano le famiglie: ad esempio, per i campi estivi abbiamo visto elargire gli stessi benefici sia a famiglie benestanti che non avevano alcun bisogno, sia a famiglie con modeste capacità patrimoniali e reddituali. Se stanno pensando ad una soluzione di questo genere anche per lo sport, allora sono su di una strada sbagliata, soprattutto perché qui si tratta di sostenere le società sportive affinché la loro stessa esistenza non sia a rischio e perché possano dare, già nella prossima stagione sportiva, i loro servizi su buoni standard di qualità e quantità. Se le associazioni dovessero trovarsi di fronte a situazioni economicamente insostenibili, esse sparirebbero, e con esse sparirebbe anche la possibilità, per i giovani budriesi, di praticare determinate discipline sportive.

Capitani afferma:


"è sicuramente corretto dire che la mia richiesta di confronto è stata tardiva sulla mozione ma, è altrettanto vero che la proposta che abbiamo elaborato, mi sembrava e mi sembra tutt’ora migliorativa rispetto a quella proposta."


Quello che “a lui sembra“ è irrilevante , primo perché a decidere su quella mozione era il Consiglio, di cui lui non fa parte, e secondo perché il suo giudizio personale su di una mozione che riguarda un settore in cui non ha la delega è privo di qualsiasi “peso specifico” e di autorevolezza.


Capitani afferma:


"se ci fosse la maturità politica e specialmente la volontà di collaborare veramente per il bene dei cittadini e delle realtà Budriesi, so sarebbe potuto trovare sicuramente un accordo per la votazione di un documento condiviso anziché continuare a fare narrazioni infinite o question time inquisitori come ad esempio è successo sui centri estivi..."


Strano concetto della democrazia, quello del vicesindaco. I question time non sono atti di inquisizione: sono uno strumento previsto dai regolamenti per consentire a chiunque (non solo all’opposizione) di affrontare temi di attualità e porre domande.

Ridicolo poi che uno come lui constati l’assenza di una maturità politica (proprio quella che manca a lui e al gruppo di cui fa parte), la mancanza di volontà di collaborazione (quella per cui da tre anni a questa parte lui, la sua giunta e la maggioranza mai si sono voluti confrontare o consultare con le opposizioni). Da otto anni lui, il sindaco, qualche assessore e tutti i consiglieri tirano palate di fango contro Budrio Più: Capitani non può pensare di trasformare quel fango in petali di rosa, con interventi mielosi ed invocando ipocritamente collaborazione. Sulla base di quali proposte? Quali azioni? Così sono le solite parole, specchietto per allodole.


Ora passiamo al sindaco, Mazzanti afferma:

"Aggiungo solo quello che non è un dettaglio.

La mozione presentata dalle minoranze era tecnicamente inapplicabile, per cui solamente strumentale."


Falso.


Mazzanti afferma:


"Le tariffe degli spazi sportivi non si possono abbassare perché sono già state votate con l’approvazione del bilancio di previsione, o meglio per abbassarle bisognerebbe rivotare il bilancio di previsione."


Assolutamente falso: le tariffe possono essere modificate fino alla data ultima prevista per l’approvazione dei bilanci di previsione, che è il 30 Settembre. Non è vero che per abbassarle bisognerebbe rivotare il bilancio: è sufficiente che la Giunta approvi una variazione di bilancio (operazione banalissima) e poi ridefinisca le tariffe.


Mazzanti afferma:


"Tutto questo è ben noto alle minoranze, il cui unico obiettivo era farsi bocciare la mozione, tanto l’importante era dire che erano arrivati prima."


Affermazione calunniosa e diffamatoria, nonché falsa.


Mazzanti afferma:


"C’era tutto il tempo di modificare la mozione prima del Consiglio ma non l’hanno voluto fare."


La mozione è stata presentata da 7 consiglieri, nei termini previsti dal regolamento. Se hanno presentato quella mozione, significa che quello che c’era scritto nella mozione era , secondo loro, il modo migliore per intervenire. Ma in ogni caso: la mozione gli era stata data 8 giorni prima del consiglio, quindi se lui avesse voluto concordare modifiche non avrebbe aspettato l’ultimo minuto per proporle. E ancora: se Effetto Budrio non fosse quel rassémblement di persone tecnicamente impreparate, allora avrebbero saputo che non gli sarebbe stato consentito presentare una loro mozione fuori dai termini, come in effetti è successo. Dopo 3 anni non pensiamo abbiano perso tempo a leggere il Regolamento, quanto meno però che si accenda la lampadina sulla necessità di consultarlo ogni tanto.

Insomma: Mazzanti cerca come sempre di ribaltare il tavolo, cercando di scaricare su altri la propria incompetenza ed i propri errori.


Mazzanti afferma:


"E per finire, non meno importante, l’eventuale abbassamento delle tariffe avrebbe agevolato solo alcune società sportive, non tutteUn bel modo per aiutare le società sportive, bello ma non per tutte."


Un’affermazione tutta da dimostrare. Questa frase buttata lì così, senza una benché minima spiegazione o un esempio tangibile, non vale niente. Naturalmente la mozione affrontava il tema delle società che utilizzano impianti sportivi del Comune, gestiti direttamente o attraverso convenzione. Quello era il punto e quello rimane.


Sarebbe interessante che Mazzanti dicesse quali società non sarebbero state agevolate e perché, così poi almeno possiamo aprire una discussione, fermo restando che il punto 3 della mozione prevedeva di portare in commissione l’ipotesi di progetto che si prevedeva di attuare per dare seguito all’indirizzo espresso dalla mozione, e questo serviva proprio a sciogliere eventuali “ nodi tecnici “ o questioni come quella che ora pone il sindaco.


La considerazione finale rimane quella di ieri: aspettiamo proposte serie e progetti concreti sullo sport da parte dell'amministrazione. Per ora vediamo i suoi rappresentanti intenti più che altro a scrivere le solite dichiarazioni che passeranno velocemente alla storia come "frittata mazzantiana".

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