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BudriExit: abbandonata anche la gestione associata del personale dipendente

Questa volta il fallimento è tutto suo, del sindaco pro tempore di Budrio Maurizio Mazzanti. A marzo 2019 si diceva insoddisfatto dell’ufficio personale dell’Unione. Poco dopo, in Consiglio comunale dichiara che conviene comunque restare in Unione con quel servizio. A giugno, quindi un anno fa, diventa assessore dell’Unione proprio con la delega al personale. Da quella posizione avrebbe quindi potuto migliorare un servizio di cui si diceva scontento.


Aveva dichiarato che avrebbe analizzato questo tema in una commissione consigliare, mai convocata. Invece, dopo un anno di silenzio, ha votato contro l’assunzione di una figura di direttore generale e di responsabile dell’ufficio del personale per poi decidere, in solitaria, di far uscire il Comune di Budrio dalla gestione associata del personale dipendente.


Insomma, non solo non ha saputo gestire i dossier sul suo tavolo, ma ha finito per bloccare per mesi l’attività dell’Unione, incrinando i rapporti con gli altri (peraltro molto pazienti) sindaci. Un capolavoro che porta altri danni e altro discredito per il nostro comune, oltre che un ulteriore isolamento istituzionale.


I documenti che supportano questa BudriExit sono stati consegnati a noi (e solo a noi) perché lo abbiamo chiesto. Li abbiamo letti bene e dicono chiaramente che l’operazione è antieconomica, dannosa e improvvisata. Ma non solo: è anche una delibera con elementi di illegittimità, in quanto è stata usata la procedura di revoca (per la quale sono bastati i voti dei 9 consiglieri che ancora lo sostengono), mentre avrebbe dovuto utilizzare una procedura di recesso, che invece richiede il voto favorevole di 11 consiglieri, senza quello del Sindaco.

Per questo motivo abbiamo deciso di presentare una questione pregiudiziale (clicca qui per leggerla), cioè una procedura per cui si chiede che il consiglio non proceda con un atto che presenta criticità formali di legittimità. Naturalmente la risicata maggioranza di Mazzanti ce l’ha respinta, ma ci ha fatto piacere il voto favorevole, oltre al nostro, dei tre consiglieri del gruppo misto e quello del consigliere di centrodestra.


Aggiungiamo che, nel frattempo, anche i revisori avevano manifestato perplessità segnalando riserve nel parere dato a questa scelta amministrativa che evidentemente non dà garanzie dal punto di vista dei vantaggi economici per l’ente.


Affermiamo da tempo che Budrio meriti di più. Oggi crediamo anche che Budrio non meriti un sindaco che porta in consiglio delibere da votare senza fornire ai consiglieri tutti gli elementi necessari per dare un voto consapevole. E crediamo che Budrio non meriti un sindaco che si dimostra incapace di relazionarsi in modo positivo e costruttivo con gli altri sindaci dell’Unione, talvolta addirittura provocando contenziosi (ricordate l’ordinanza sui camion di Maddalena?) che inaspriscono i rapporti invece di migliorarli.


Mazzanti, in tre anni di mandato, ha creato al Comune molti più problemi di quanti ne sia riuscito a risolvere. Alcuni gli sono stati ricordati da un consigliere del gruppo misto: il disprezzo verso il Consiglio comunale e un rapporto sbagliato tra la parte politica (lui, il vicesindaco, gli assessori, i consiglieri di maggioranza) e la parte tecnica (segretario comunale, capisettore, dipendenti). Due problemi ai quali si aggiungono le enormi difficoltà nel gestire le relazioni sindacali: lo stato di agitazione promosso dai sindacati appena qualche mese fa è un unicum nella storia democratica lunga 75 anni del nostro comune. E poi le tante problematiche quotidiane che, per mancanza di esperienza e di passione, troppo raramente trovano soluzioni limpide, positive e lineari.


L’esperimento “civico” è miseramente fallito e chi ancora lo tiene in piedi farebbe bene a trarne le conseguenze.

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