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A Budrio anche la CENSURA. Un altro successo per Mazzanti

Aggiornato il: 12 nov 2019

L'articolo che potete leggere qui è diverso da quello che trovate nel notiziario comunale distribuito nelle case a novembre. Perché? Vi chiederete giustamente. Perché dopo aver consegnato l’articolo, ci è stato comunicato dal Comune di Budrio che non sarebbero state pubblicate alcune nostre frasi.

In realtà è successo a pochi giorni dalla stampa del bollettino, 10 giorni dopo la consegna del pezzo.

Anticipiamo già un’obiezione: abbiamo le prove. È stato fatto sia a voce, sia via e-mail, quindi possiamo dimostrarlo “nero su bianco”.

Si può definire a tutti gli effetti CENSURA. E non si era mai vista prima negli articoli del Consiglio comunale di Budrio. Ciascuno è sempre stato libero di scrivere quello che voleva; nessuno è mai intervenuto per modificare testi di gruppi politici.

Visto che le frasi censurate sono relative alla torbida vicenda della Ciclovia Paludi, ci teniamo a sottolineare ancora una volta che tutti i documenti comunali del caso (con nomi e cognomi dei beneficiari) sono atti pubblici, accessibili da qualsiasi cittadino nella sezione “Amministrazione trasparente” (clicca qui) del sito del Comune.

Non avendo nulla da nascondere, abbiamo pubblicato l'articolo così come avremmo voluto che arrivasse nelle case dei budriesi (per leggerlo, clicca qui)

È un fatto gravissimo, un punto di non ritorno. Mazzanti dovrebbe risponderne, e in fretta.


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